Una preghiera alla Madonna del Bosco postata in un gruppo wapp. Un segno in uno spaccato di vita che spezza il cuore. Una chiamata ad un’amica. E si apre un mondo.
“Oggi veniamo a Te con il cuore pesante e gli occhi pieni di paura.
Niscemi trema, la sua terra scivola, le sue case cedono, e con esse i sogni, i ricordi, la sicurezza di tante famiglie. Tu vedi, Signore.
Vedi l’angoscia di chi ha dovuto lasciare la propria casa, il pianto silenzioso di chi non sa dove dormirà domani, la paura che cresce ad ogni goccia di pioggia mentre il terreno continua a cedere sotto i piedi.
Grazie, Padre, perché nella tragedia hai custodito la vita: non ci sono morti, non ci sono feriti. Ma il dolore resta, e pesa, e oggi ci sono anziani da evacuare, bambini fragili, disabili, famiglie smarrite che hanno bisogno di protezione, di forza, di speranza.
Maria Santissima del Bosco, Madre amata e patrona di Niscemi, stringi il tuo popolo sotto il tuo manto.
Veglia su questa terra ferita, placa la paura, dona conforto a chi ha perso tutto e fa’ sentire la tua presenza materna nelle notti più lunghe e nei cuori più stanchi.
Sant’Agata, Santa Rosalia, Santa Lucia, sante figlie di questa terra di Sicilia, intercedete per Niscemi. Parlate a Dio delle lacrime che scendono in silenzio, della dignità di chi soffre senza clamore, del coraggio di un popolo che ama profondamente la propria terra.
Signore, ferma la pioggia quando è troppo, rendi stabile ciò che vacilla, sostieni chi è chiamato a decidere e ad aiutare, e rendi anche noi responsabili: non distratti, non indifferenti, non lontani. Che questa preghiera non resti solo parole, ma diventi voce corale, unita, insistente, fiduciosa.
Perché Niscemi non è sola. Perché dove l’uomo trema, Tu sei rifugio. Amen.”
E’ la nuova vita di Barbara, una delle persone che hanno dovuto lasciare la casa.
“Ho appena finito di raccogliere le nostre cose prima di lasciare la mia casa”.


Barbara abitava nella zona adiacente al Belvere, ‘la zona rossa’, oggi. Una casa antica, nel cuore della città, ereditata dalla famiglia e ristrutturata in varie trance. Una casa storica ripensata con i criteri ed il gusto della modernità. Oggi vuota. La vivevano in cinque, Barbara, il marito ed i loro tre figli. Stanotte sarà al buio. Via. Sfollati dalla zona di rischio, dove a meno di 100 metri la frana ha spazzato via tutto.
“Quella preghiera – racconta Barbara – mi ha aperto il cuore. Non ho avuto il tempo di riflettere finora. Sono stati momenti concitati quelli vissuti in questi 4 giorni. Ma è bastata una preghiera letta per caso a far sparire il dolore e suggerirmi di ringraziare Dio.
Ringraziare Dio, si. Perché la frana rappresenta per me, adesso, un avvertimento rispetto ad un pericolo più grande. Ringrazio Dio perché ho ancora la mia famiglia accanto e questa è la cosa più importante e non ci sono case che la possono eguagliare, quanto la presenza e l’affetto dei nostri cari.
Io non abito più a casa mia adesso e non so se mi potrò tornarvi. Ma sono fortunata. Ho dove andare a vivere e penso a chi non ha la fortuna che ho avuto io. Noi ci siamo, come anche i miei concittadini. Non c’è stato alcuno che ha subito danni fisici o morte. E cosa c’è di più grande di questo? Per questo dobbiamo ringraziare Dio. Perché ci siamo ancora e possiamo ricostruire con la vita, la salute e la famiglia”.
Barbara e il marito sono professionisti e possono ripararsi altrove, ma la disperazione di tanti anziani, giovani e padri di famiglia che hanno lavorato tutta la vita per realizzare il sogno di una casa, seppur modesta, non ha pari. Dentro quella casa, oggi vuota, c’è la vita di una famiglia. Il passato, l’impronta dei genitori e i primi passi dei bambini. Ma per Barbara la realtà della vita conservata è più importante. Il godere di quello che c’è e non certo il pensiero di quanto si è perso!
Niscemi da sempre è sotto la particolare protezione di Dio
Questo tragico evento poteva trasformarsi in una strage e invece ancora una volta è stata custodita e tenuta tra le braccia amorevoli di Gesù e Maria .
Dio è un padre buono che ama i suoi figli
Sono certa che ogni evento buono o cattivo sia un Suo piano perfetto per scolpire la nostra vita!
A Lui non importa dove vivi e quanti beni hai quello che conta è la conversione del cuore per il bene della nostra anima.
Facciamo tesoro di ogni attimo, di ogni cosa, tutto passa, quello che resta è ciò che siamo!
Dopo tanta distruzione Dio farà meraviglie! Crediamoci”.
Non è facile arrivare ad un livello di serenità interiore di questo tipo. La fede può tanto.
“Nulla accade per caso – riprende la signora Barbara – non vedo telefono e televisione da 4 giorni, eppure oggi ho ripreso il telefono in mano per leggere questa preghiera e per aver coscienza di questo pensiero di una presenza viva che accompagna me, la mia famiglia e la mia città. Nonostante tutto!”
(Foto di copertina offerta da Mattia Tumino)
