Gela – L’incidente che ha portato alla morte, ieri mattina, del giovane Fabio Toscano è stato presentato in un primo momento come autonomo. In effetti, un poco autonomo lo è stato, perché lo sfortunato motociclista ha tentato una manovra ma, quello che emerge adesso, è che ha impattato conto un’auto guidata da un assessore comunale. Si tratta di Romina Morselli.
Nessuna telecamera presente sul posto ha virato per inquadrare la sua auto parcheggiata nell’ingresso sud dell’area archeologica che si affaccia sul lungomare, come testimonia la foto che circola su whatsapp dei numeri privati. Per onore di cronaca lo diciamo noi che, questa volta, non ci definiamo ‘fuori rotta’, ma dentro le rotte della verità.
L’assessore in questione si stava recando al Museo dei Relitti greci come fa spesso. Al seguito il sindaco Terenziano Di Stefano. Ieri al Museo l’attendeva la Soprintendente per organizzare la cerimonia di inaugurazione del 24 febbraio. Sappiamo che il primo cittadino si è prodigato, a sangue freddo e con lucidità, per soccorrere il povero giovane che aveva dato qualche segno di vita, dopo l’impatto, l’ultimo. Ma anche il suo disperato tentativo si è purtroppo rivelato inutile.
Morselli nella giornata di ieri è stata sentita al Commissariato di Polizia per rendere la sua testimonianza, com’è prassi, seguita da regolare verbale che verrà depositato agli atti in Tribunale, secondo la procedura dei sinistri. Sindaco e assessore, ancora scossi in queste ore, hanno fatto tutto quanto potevano ma contro il destino non si può far nulla.
Non si configura, secondo gli inquirenti, omicidio stradale: pare che la velocità non abbia aiutato lo sfortunato Fabio.
