La Fidapa in musica

“Donne che avete intelletto d’amore…”
22/03/2026
Tempo di lettura: 4 minuti

Gela – “Donne che avete intelletto d’amore…”

Concerto lirico-poetico tra Puccini, Bellini, Bizet e Dante: un inno alla donna, alla sua anima e alla sua forza.

 

Ci sono serate che non si limitano a essere eventi, ma diventano esperienze. Accade raramente, ma quando succede, si avverte subito: nell’aria, negli sguardi, nel silenzio condiviso.

Così è stato ieri sera, nella Chiesa di San Giovanni a Gela, dove il penultimo appuntamento del “Marzo delle Donne” ha preso vita in una forma raffinata e profondamente evocativa.

Il titolo stesso del concerto — “Donne che avete intelletto d’amore…” — ha risuonato come un invito, un richiamo antico e attualissimo insieme. Un verso dantesco che non è soltanto citazione, ma dichiarazione d’intenti: riconoscere nella donna una dimensione alta, consapevole, capace di un amore che è pensiero, visione, guida.

 

L’iniziativa, promossa dalla FIDAPA BPW Italy – Sezione di Gela, guidata dalla Prof.ssa Giusi Rinzivillo Ragona, con il patrocinio morale del Comune di Gela e dell’Assessorato alle Pari Opportunità, si è inserita con coerenza e forza nel percorso del “Marzo delle Donne”, offrendo al pubblico un momento di autentica elevazione culturale ed emotiva.

Il cuore pulsante della serata è stato un itinerario musicale e poetico che ha attraversato alcune delle pagine più intense del repertorio operistico, costruendo un racconto stratificato e profondamente umano della figura femminile.

In Giacomo Puccini, la donna è carne e anima, vulnerabilità e coraggio. Le sue eroine non sono mai astratte: vivono, soffrono, amano con una totalità disarmante. In loro si riflette il volto di una femminilità che non teme di mostrarsi nella sua fragilità, perché è proprio lì che risiede la sua verità. Mimì, Tosca, Butterfly: donne che si donano senza misura, che attraversano il dolore senza perdere la propria dignità.

Con Vincenzo Bellini, il racconto si fa più sospeso, quasi sospirato. Le sue figure femminili sembrano appartenere a un tempo interiore, dove il sentimento si dilata e diventa canto puro. La donna belliniana è nostalgia, attesa, purezza: una creatura che vibra di emozione e che, attraverso la musica, raggiunge una dimensione quasi spirituale.

E poi Georges Bizet, con la sua Carmen, rompe ogni equilibrio e introduce una visione di donna libera, consapevole, padrona del proprio destino. Carmen non si lascia definire: è passione, ribellione, scelta. È la voce di una femminilità moderna, che rifiuta vincoli e rivendica il diritto di esistere secondo la propria verità.

Tre compositori, tre sguardi, un’unica grande narrazione: la donna come essere complesso, contraddittorio, profondamente umano.

A intrecciarsi con la musica, le parole di Dante Alighieri hanno offerto una dimensione ulteriore, quasi luminosa. Nel suo universo poetico, la donna non è solo oggetto d’amore, ma soggetto di elevazione: guida spirituale, presenza che illumina e orienta.

Il verso “Donne che avete intelletto d’amore” diventa così il fulcro simbolico della serata: un ponte tra terra e cielo, tra esperienza e trascendenza.

Se le donne dell’opera vivono, soffrono e lottano, la donna dantesca eleva, conduce, trasforma.

E in questo dialogo tra musica e poesia si è compiuto il senso più profondo del concerto: mostrare tutte le dimensioni dell’essere donna, senza riduzioni, senza semplificazioni.

A rendere tangibile questa visione sono state tre artiste che, con sensibilità e maestria, hanno saputo fondere linguaggi diversi in un’unica, intensa narrazione.

Il soprano Piera Bivona, forte di una carriera costruita tra importanti teatri e ruoli di grande impegno, ha dato voce alle eroine dell’opera con intensità e misura, restituendo ogni sfumatura emotiva con autenticità .

La pianista Annalisa Mangano, interprete raffinata e concertista di respiro internazionale, ha sostenuto il percorso musicale con eleganza e profondità, trasformando il pianoforte in una vera voce narrante .

La voce recitante di Mirella Furnari, artista completa e versatile, ha tessuto il filo poetico della serata, guidando il pubblico attraverso parole cariche di significato e suggestione .

Non tre performance separate, ma un dialogo continuo, armonico, profondamente coerente.

Questo evento trova il suo pieno significato all’interno del progetto distrettuale MusicaDomina, promosso dalla FIDAPA Distretto Sicilia, presieduto da Ina Di Figlia.

Un progetto che nasce da una doppia consapevolezza: la musica come linguaggio universale capace di ristabilire armonia interiore, e la donna come protagonista di questa espressione artistica, nella sua dimensione più nobile e completa .

MusicaDomina non è solo un contenitore di eventi, ma un percorso culturale che invita all’ascolto consapevole, all’empatia, alla valorizzazione del talento femminile.

A suggellare il valore della serata, il messaggio della referente distrettuale del progetto, Cristina Gianino, Past Presidente della Sezione di Siracusa, che ha voluto condividere parole di profonda partecipazione:

“L’evento di oggi cade in una data che apre l’inizio della primavera, momento di risveglio e di rinascita… L’attenzione alla musica è sempre stata e continua ad essere desiderio di bellezza e di promozione della cultura.”

E ancora:

“Le tre splendide artiste sapranno veicolare attraverso musica e poesia la forza e il talento delle donne di valore. Che la MusicaDomina ci unisca sempre più profondamente.”

Un messaggio che non è rimasto teoria, ma si è incarnato pienamente nella serata.

Quando le ultime note si sono spente, non è calato semplicemente il silenzio. È rimasta una traccia, una vibrazione sottile, qualcosa che continuava a risuonare dentro.

Perché ciò che è accaduto ieri sera a Gela non è stato solo un concerto.

È stato un racconto collettivo. Un gesto culturale. Un atto d’amore.

Un momento in cui la musica ha saputo restituire alla donna tutta la sua complessità: forza e fragilità, libertà e sacrificio, terra e cielo.

E in quel verso — antico eppure così vivo — “Donne che avete intelletto d’amore…” — si è riconosciuta, ancora una volta, la verità più profonda:la donna non è solo tema da celebrare, ma presenza da ascoltare, comprendere e, soprattutto, rispettare

 

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