Altra domenica, altro appuntamento con il Vangelo commentato dal prof. Massimo Cassara- che da mesi accompagna i lettori di www.notiziefuorirotta.it nel cammino spirituale.

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 11,1-45
In quel tempo, un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato».
All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui».
Disse queste cose e poi soggiunse loro: «Lazzaro, il nostro amico, s’è addormentato; ma io vado a svegliarlo». Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se si è addormentato, si salverà». Gesù aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno. Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!». Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri discepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!».
Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Betània distava da Gerusalemme meno di tre chilometri e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».
Dette queste parole, andò a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le disse: «Il Maestro è qui e ti chiama». Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui. Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a piangere al sepolcro.
Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». Gesù allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?».
Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare».
Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui
Gesù si avvicina verso la Sua Passione, morte e Resurrezione; successivamente inizierà il tempo della Chiesa, della predicazione, dello Spirito. Occorre che coloro i quali dovranno sostenere la Verità dell’amore vittorioso sull’odio e la morte, coloro i quali dovranno affrontare, sopportare la feroce persecuzione di chi ostinatamente non vuole arrendersi alle pretese di dominio sull’uomo e sul mondo (primi in ordine i Farisei, usurpatori e manipolatori di coscienze; a seguire, l’Impero Romano: diritto di vita e di morte, di libertà e schiavitù sugli uomini ed i popoli) siano fortificati nella Fede, vedano con i loro occhi che l’unico in grado di donare la vità è Dio in Gesù Cristo, loro maestro! Il datore di vità è Colui il quale ha amato ed amerà sino alla fine; questo è ciò che conta, è la parola ultima che il mondo deve udire per poter fondare saldamente la propria speranza; predisporsi al martirio può diventare e racchiudere il significato di una intera esistenza: per chi voglio lottare mentre tutto sembra cadere a pezzi, mentre il mondo sembra spezzarsi come lastroni di ghiaccio, molti dei quali andranno alla deriva! Dove rimanere? San Paolo dirà “So in chi ho posto la fiducia”, l’ha posta nel cuore dell’Autore della vita, del Risorto, nel cuore dell’Amore! Un solo, unico discernimento, questo necessita di un criterio di giudizio: scegliere il potere che scaturisce dall’Amore: “l’Amor che muove il sole e le altre stelle”. Gli Apostoli hanno visto molto di più, hanno visto rialzarsi un morto, hanno visto le cellule necrotizzate di un corpo ravvivarsi, la polvere ricomporsi e rianimarsi; hanno visto, il loro cuore ha visto, poichè è il cuore che decide cosa farne della propria vita, guai chi lascerà alla pancia, all’utilitarismo dell’intelletto decidere del proprio destino! Leggiamo la resurrezione di Lazzaro come il preludio al grande inno alla vita che Gesù eleverà nella Domenica della sua eterna Pasqua!
