Sammito: “dopo 600 giorni, neppure un grazie”

Verso chi, con il proprio contributo, è stato determinante
30/03/2026
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La promessa è un debito e il debito non sarebbe stato saldato. Qual è il debito? Incarichi, posti , assessorati a fronte dell’elezione a sindaco di Di Stefano. E le alleanze scricchiolano e i proclami si consumano sui social perfino. Non solo Orlando in consiglio comunale ma anche  Scerra e Salvatore Sammito da lontano.

“Due anni fa, al ballottaggio, ho fatto una scelta chiara. – scrive Sammito –  Senza ambiguità, senza convenienza, senza calcoli: mi sono schierato al fianco di Terenziano Di Stefano contro quella che ritenevo, e ritengo ancora oggi,  un’alternativa improvvisata, costruita più sull’opportunismo che su una visione reale.

E lo rifarei. Oggi, domani, sempre. Ma c’è una cosa che non posso ignorare. Fa male vedere che, a distanza di quasi 600 giorni, chi allora parlava di unità e responsabilità oggi litiga per spartirsi spazi di potere. Fa ancora più male rendersi conto che, in tutto questo tempo, non c’è stato nemmeno un gesto, una parola, un semplice “grazie” verso chi, con il proprio contributo, è stato determinante. La memoria, in politica, sembra durare meno di una stagione. Eppure io non dimentico. Non dimentico le scelte fatte, né il senso di responsabilità che le ha guidate.Il percorso è tracciato. Le battaglie fatte hanno un peso, e prima o poi presentano il conto. Adesso è il momento di raccogliere. Non per rivendicare, ma per ristabilire equilibrio, rispetto e verità.Perché senza memoria, non esiste futuro”