Le classi roventi, come un forno. Gli studenti devono seguire le lezioni per sei ore di fila in questa prima settimana del nuovo anno scolastico. E monta la protesta. Questa mattina gli studenti dell’IIS Morselli – Sturzo di Gela guidato da Franco Ferrara, che disertano le lezioni per il secondo giorno consecutivo, hanno rilevato la temperatura delle aule: si sfiorano i 36° (come testimonia la fotografia).
Ricevuti dal Dirigente scolastico che ha preso atto dello sciopero a cui hanno aderito le classi che frequentano entrambi i plessi dell’Istituto, della provincia di Caltanissetta, chiedono di convocare un incontro con il presidente della provincia Valter Tesauro, proprio nei locali di Piano Notaro per chiedere l’installazione di climatizzatori.
La rappresentanza degli studenti parla di “gravi criticità legate alle condizioni ambientali e strutturali degli edifici scolastici” e denuncia le “temperature eccessivamente alte che rendono le aule insalubri e inadatte allo svolgimento delle lezioni, perché prive di sistemi di aerazione e ventilazione idonei, oltreché dotate di persiane e finestre rotte, che non consentono un corretto ricambio d’aria”.
In una nota inviata alla stampa denunciano inoltre come “l’orario scolastico sia stato mantenuto a tempo pieno nonostante il caldo, con conseguente aggravio delle condizioni di disagio per studenti e personale”.
“Lo sciopero ha voluto richiamare l’attenzione su una situazione che incide non solo sulla qualità dell’apprendimento, ma soprattutto sulla salute e sul benessere dell’intera comunità scolastica”, aggiungono.
La legge 517/1977, lo ricordiamo, ha stabilito che l’anno scolastico dovesse iniziare tra il 10 e il 20 settembre e che le lezioni dovessero concludersi tra il 10 e il 30 giugno. Da quel momento, la decisione sulle date precise è stata lasciata alle Regioni che si sono adeguate. Ma il provvedimento non si addice alla Sicilia ed alle Regioni del sud Italia, dove l’estate si protrae fino ad ottobre e talvolta fino alla cosiddetta estate di san Martino di novembre. Eppure si va a scuola a settembre in pieno cambiamento climatico verso il riscaldamento globale.
Le scuole non sono adeguate: niente climatizzatori per la regolazione dell’aria, solo caldo afoso. E gli studenti non ci stanno, comincia così un nuovo anno scolastico che ha tutti i numeri per essere “bollente” in tutti i sensi.
