​Scontro in Consiglio sul “mare negato” a Poggio Arena

è battaglia tra Cafà e il sindaco Di Stefano
06/07/2026
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​GELA – Si sono presentati a sorpresa in consiglio comunale i residenti di Poggio Arena e si è acceso il dibattito politico .

A sollevare la spinosa questione è stata un’interrogazione del consigliere di PeR (Progressisti e Rinnovabili), Paolo Cafà, che ha dato vita a un duro botta e risposta con il sindaco Terenzio Di Stefano, tra interpretazioni del diritto d’accesso al demanio e minacce di querela.

​Nel suo intervento, l’esponente progressista  ha ricordato un principio cardine dell’ordinamento giuridico italiano: «Il diritto di accesso al mare non si può sopprimere».

Secondo Cafà, l’amministrazione comunale avrebbe commesso un grave errore strategico tornando sui propri passi. In un primo momento, infatti, il Comune aveva subordinato il via libera alla variante edilizia presentata da un imprenditore svizzero proprio al mantenimento dello storico passaggio utilizzato dai cittadini per raggiungere la spiaggia. Successivamente, però, l’ente ha cambiato orientamento.

​Il consigliere ha poi contestato la reale fruibilità del percorso alternativo perimetrale stabilito dall’ordinanza del Tar dello scorso maggio. Se per i giudici amministrativi la via alternativa deve essere di “agevole fruibilità”, per Cafà la realtà è ben diversa: il nuovo sentiero presenterebbe rischi per la pubblica incolumità e andrebbe a impattare sulla zona delle dune. Da qui i quesiti posti all’amministrazione: il privato ha ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie per la nuova strada? E quest’ultima ricade interamente sui terreni di sua proprietà? «Perché il sindaco non ha inteso far rispettare il diritto della collettività?», ha incalzato Cafà.

​Non si è fatta attendere la risposta del sindaco Terenzio Di Stefano, che ha rivendicato la correttezza e la trasparenza del proprio operato, respingendo le accuse di aver ceduto agli interessi privati.

​«Ho fatto più del dovuto in questa vicenda in cui sono stato chiamato in causa per trovare una soluzione. Se avessi agito come un politico, come fanno altri, avrei dovuto semplicemente schierarmi dalla parte dei cittadini. Invece sono stato deriso, denunciato, attaccato, e ho mantenuto la calma».

​Il primo cittadino ha spiegato che gli uffici tecnici hanno dovuto muoversi all’interno di rigidi paletti normativi: un permesso di costruire non può essere vincolato a un passaggio storico che non risulta registrato in alcun atto notarile. A supporto della linea difensiva del Comune, Di Stefano ha inoltre citato un parere della Soprintendenza, anch’esso non favorevole al vecchio tracciato.

​Per quanto riguarda la via alternativa, il sindaco ha assicurato che l’imprenditore svizzero è stato regolarmente autorizzato e che, per l’amministrazione, il passaggio laterale è da considerarsi “agevole”. «Ci saranno due udienze e mi auguro che le pretese dei residenti siano fondate e che con le carte in mano possano avere ragione, ma non posso stabilirlo io. La giustizia farà il suo corso», ha aggiunto Di Stefano, sottolineando la complessità dell’atto che lo ha messo «in serie difficoltà».

​Il clima è decisamente surriscaldato nelle battute finali del confronto. La contestazione tecnica si è trasformata in scontro politico quando Cafà ha accusato il sindaco di “mancanza di coraggio” per aver, a suo dire, difeso un interesse privato a discapito di un diritto pubblico. Una critica che ha provocato la dura reazione di Di Stefano, che ha chiuso il dibattito con un perentorio: «Io querelo tutti», a tutela della propria onorabilità e del ruolo istituzionale ricoperto. La parola passa adesso ai giudici del Tar.