Sarebbe una vera e propria emergenza, il paventato rischio di fermo del conferimento nella discarica Timpazzo, capace di innescare una crisi igienico-sanitaria e di far schizzare alle stelle i costi del servizio per le casse comunali e, di conseguenza, per i cittadini tramite la Tari.
È emerso nel corso della lunga assemblea della Srr.
Dover trasferire i rifiuti altrove comporterebbe infatti oneri di trasporto e conferimento insostenibili per le amministrazioni locali. Per questo motivo, l’obiettivo comune di tutti i sindaci coinvolti resta quello di blindare la piena operatività della discarica e dell’impianto di Timpazzo, assicurando che la transizione verso la nuova governance garantisca non solo la legalità e la trasparenza richieste dalla magistratura, ma anche la tutela assoluta delle esigenze del territorio.
Si prevede la pubblicazione di un bando per il reperimento di un nuovo amministratore unico per 3 anni.
E intanto sono tornati in libertà l’ingegnere Giovanna Picone, ex manager della società Impianti Srr, e i due tecnici di riferimento del sito di conferimento, l’architetto Giuseppe Bellavia e l’ingegnere Salvatore Parlatore. I giudici hanno così accolto le istanze presentate dai loro legali di fiducia, gli avvocati Carmelo Lombardo e Rosa Garofalo.
Revocata la misura restrittiva anche per il caposquadra Angelo Collodoro, che riottiene la libertà a seguito del ricorso discusso e accolto dagli avvocati Antonio Gagliano e Federica Vincenti.
L’attività del Tribunale del Riesame non si ferma qui. Per la prossima settimana è infatti attesa la valutazione della posizione di un altro indagato sottoposto a misura: si tratta del secondo caposquadra, Salvatore Falduzza, assistito in questo passaggio legale dagli avvocati Rosario Prudenti e Alessandro Fama.
