«Passi quest’ultima dilazione sull’apertura del Museo archeologico. Aspetto fino al periodo post-ferragostano, dopodiché farò la mia protesta personale per avere il museo archeologico aperto.»
Questa è la dichiarazione del sindaco di Gela, Terenzio Di Stefano, rispetto alla questione del museo regionale, ancora chiuso per i lavori di restauro.
“Ho aspettato tranquillamente, non sono più andato a vedere i lavori – riprende il sindaco- e a metà luglio, in considerazione del silenzio, ho chiesto informazioni e mi è stato detto dell’ultimo rinvio a metà agosto. Ma non aspetto oltre”.
«Per quanto riguarda il Museo dei Relitti Greci, sono 10 gli operatori che abbiamo inviato affinché possano essere assicurati i turni di custodia, visto che la Regione non ha fatto ancora nulla per mandare operatori fissi e interni. C’è da dire pure che i custodi che abbiamo inviato non sono persone che possono sostenere i turni notturni o gli straordinari; possono supportare il personale di custodia solo per le ore di lavoro mattutino”.
Di fatto, però, la Regione non ha mosso un dito. Avrebbero potuto creare dei bandi per poter mettere in servizio delle aziende specializzate, metronotte, ma non l’ha fatto. Non ha emesso alcun bando per risolvere il problema dei custodi ormai ridotti al lumicino.
“In ogni caso, non possiamo accettare che le attività dei musei possano rallentare in questa maniera e io farò una protesta personale, perché non è più possibile sostenere questi tempi biblici”. Cinque anni di lavori e chiusura possono bastare!
“I pochi turisti che transitano – dice il presidente della Host albergatori, Marco Maniglia – non sanno dove andare e se gli indichiamo le bellezze archeologiche della città ma aggiungiamo che non possono accedere, pernottano un solo giorno e vanno via. E questo il turismo che si persegue?”
