GELA – Non si arresta il terremoto amministrativo al Comando di Polizia Locale di via Ossidiana. Il Consiglio di Giustizia Amministrativa (CGA) si è nuovamente espresso sul caso dell’ex Comandante Massimo Cozzo, respingendo il ricorso cautelare da lui presentato a seguito della pronuncia del TAR Palermo che ne aveva annullato gli atti di nomina.
I giudici del CGA hanno confermato la linea già adottata in precedenza di fronte al ricorso del Comune di Gela: non sussistono i presupposti del periculum in mora, ossia il rischio di un danno grave e irreparabile tale da giustificare la sospensione immediata della sentenza di primo grado.
La decisione giunge in scia all’azione legale intrapresa da Giampiero Occhipinti, già coordinatore del comando, il cui ricorso ha portato il TAR a dichiarare l’illegittimità degli atti che avevano posto Cozzo alla guida dei vigili urbani.
Nel testo della pronuncia, il collegio giudicante ha sollevato pesanti perplessità sull’operato dell’amministrazione comunale. I giudici hanno infatti sottolineato come:
«Nella specie […] non è dato comprendere a che titolo giuridico il Comune di Gela, successivamente al decreto cautelare reiettivo del 18 luglio, possa aver disposto il “mantenimento dell’incarico del Dott. Cozzo per…[ulteriori] sei giorni”, una volta annullati, con sentenza non sospesa, gli atti su cui tale incarico interamente si fondava».
In sostanza, per la giustizia amministrativa, una volta caduto l’atto di nomina per effetto della sentenza del TAR (non sospesa), la proroga concessa dall’Ente appare priva di idonea copertura giuridica.
Allo stato attuale, Massimo Cozzo non riveste più le funzioni di Comandante della Polizia Locale, pur rimanendo in servizio presso l’Ente con la qualifica di funzionario-agente. Per conoscere la decisione definitiva sul merito della vicenda bisognerà attendere la discussione fissata per il prossimo 3 settembre.
