FSI-USAE: “Nessuno si tira indietro” difesa dell’ospedale

Il sindacato ringrazia il Direttore Generale dell’ASP di Caltanissetta, Avv. Salvatore Lucio Ficarra
03/08/2026
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A seguito delle difficoltà organizzative segnalate nelle ultime settimane, arriva una posizione di difesa del Presidio Ospedaliero “Vittorio Emanuele” di Gela e del lavoro svolto dal Management Aziendale.

“In un territorio vasto, isolato e in carenza d’organico – dice il segretario FSI-USAE – Federazione sindacati unitari di Agrigento e Caltanissetta Salvatore  Ballacchino – sono loro a garantire ogni giorno il diritto alla salute. Il Presidio Ospedaliero “Vittorio Emanuele” di Gela è da sempre il punto di riferimento sanitario H24 per oltre 150.000 abitanti del comprensorio gelese, nisseno e della costa, e durante la stagione estiva diventa il perno della salute territoriale, con un incremento esponenziale di accessi e ricoveri.

Il merito è di quei professionisti e di quel Management che, pur in un momento di grave carenza di personale a livello nazionale, hanno scelto di restare. “NESSUNO SI È TIRATO INDIETRO”.

Un ringraziamento particolare va al Direttore Generale dell’ASP di Caltanissetta, Avv. Salvatore Lucio Ficarra, che con il suo impegno ha garantito il presidio e il coordinamento delle risorse, evitando il collasso della struttura.

In un momento critico, il Direttore Generale Avv. Salvatore Lucio Ficarra ha chiesto (e ottenuto) uno sforzo ulteriore ai Direttori delle U.O. del Presidio Gelese, già gravati dalla gestione dei loro reparti, per evitare la paralisi del Pronto Soccorso di fronte alla crescente domanda.

Fondamentale è stata anche la collaborazione e il senso di responsabilità dei Direttori di Struttura che non abbandonano la “nave” e rispondono all’invito del Management, in prima persona con guardie attive: Dr. Antonino Biundo (Direttore di Medicina Generale), Dr. Carmelo Tonelli (Direttore di Cardiologia), l’onnipresente e instancabile Dr. Gaetano Orlando (Direttore di MCAU – Medicina e Chirurgia d’Accettazione e d’Urgenza), Dr. Alessandro Buttafuoco (Direttore U. O. di Chirurgia Generale) presenza stoica che nonostante il numero irrisorio di Dirigenti Medici (Chirurghi) nella propria U. O., ha mantenuto i posti letto previsti in pianta organica, mettendo a disposizione i letti non occupati, garantendo l’assistenza Infermieristica/alberghiera dei pazienti provenienti dal PS per dare una risposta all’emergenza sanitaria (anche non chirurgica).

Sono loro che, insieme a medici, infermieri e personale tutto, stanno reggendo l’urto delle emergenze, coprendo turni notturni, festivi e reparti scoperti. Lo hanno fatto e continuano a farlo per un motivo semplice: evitare la chiusura dei servizi e garantire assistenza ai cittadini.

Operano con pazienti gravi che arrivano dopo ore di viaggio da altri territori, gestiscono codici rossi e urgenze complesse, eppure non lasciano mai il cittadino gelese senza assistenza. Sono, di fatto, il vero argine all’isolamento sanitario di una delle aree più popolose e disagiate della provincia.

Se non ci fossero stati loro, il Pronto Soccorso e i reparti di degenza sarebbero andati in tilt. E con essi verrebbe meno un diritto fondamentale: quello alla salute che deve essere garantito in modo egualitario a tutti i cittadini, senza differenze tra chi vive in un grande centro e chi in un’area del territorio.

Il nostro territorio parte svantaggiato rispetto alle grandi città siciliane: Catania, Palermo e Messina si avvantaggiano della presenza delle Università, di una rete stradale e ferroviaria migliore e di una classe politica storicamente più attenta alle esigenze sanitarie.

Noi, invece, scontiamo ogni giorno l’isolamento e la fuga dei professionisti.

Chiediamo quindi: In fase programmatica, a chi gestisce il potere decisionale regionale e aziendale, di stanziare risorse e bandi mirati per attrarre medici a Gela con incentivi concreti.

In fase di vigilanza, a chi ha il ruolo di opposizione politica e sindacale, di non lasciare solo questo ospedale ma di pretendere il rispetto del diritto alla salute anche per i cittadini delle aree disagiate.

Il “Vittorio Emanuele” non è un ospedale di serie B. È un ospedale strategico. Lasciarlo solo oggi significa negare domani il diritto alla cura a un’intera comunità.

Il “Vittorio Emanuele” resta in piedi grazie a chi ci lavora. E merita rispetto, sostegno e investimenti, non polemiche”.