​GELA – Arriva una svolta nella gestione di Srr4, l’ente d’ambito che sovraintende all’intera filiera del ciclo dei rifiuti nel territorio. Dopo settimane segnate da una profonda incertezza organizzativa, innescata dall’inchiesta giudiziaria che ha azzerato i vertici di Impianti Srr, l’assemblea dei soci ha varato la nuova governance tecnica, individuando i professionisti che comporranno i nuovi organi di controllo.
​Alla presidenza del collegio sindacale si insedia il commercialista gelese Giovanni Tomasi, padre del consigliere del M5S, Vincenzo. Il suo nome, proposto e sostenuto dal sindaco di Gela Terenziano Di Stefano, è stato sorteggiato insieme a quelli dei professionisti Salvatore Patermo ed Elio Martorana, prima dell’indicazione formale a presidente da parte dell’assemblea. Il ruolo di revisore unico è stato invece affidato al dottor Maurizio Tollini, figura tecnica con una consolidata conoscenza della struttura avendo già ricoperto incarichi operativi all’interno della società .
​Uno dei primi nodi sul tavolo del neo-insediato organo di controllo sarà la verifica della posizione del primo cittadino gelese. Di Stefano era stato infatti cooptato all’interno del consiglio di amministrazione di Srr4 per rilevare il posto lasciato vacante da Salvatore Letizia, ex sindaco di Sommatino dimessosi a seguito dei risvolti dell’inchiesta giudiziaria.
​La nomina di Di Stefano era stata temporaneamente “congelata” dai precedenti revisori per presunte incompatibilità normative. Una ricostruzione che pare tuttavia superata: proprio nel corso dell’ultima seduta assembleare svoltasi in municipio, è stato recepito un formale parere dell’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) che ha confermato la piena legittimità della cooptazione del sindaco nel CdA, precisando tuttavia che non potrà concorrere per la carica di presidente della società .
