Sanità: “il disastro del numero chiuso”

«Chi non ha saputo programmare i medici necessari all’Italia non può oggi impartire lezioni di buon governo»
05/09/2026
Tempo di lettura: < 1 minuto

«La crisi della sanità italiana ha un responsabile politico che non può essere ignorato: una sinistra che, quando ha governato, ha dimostrato di non saper programmare il futuro del Paese.

Lo dice Grazio Trufolo Segretario Nazionale del Partito Liberale Italiano.

“Alla fine degli anni Novanta, con i governi Prodi e D’Alema, si consolidò il sistema dell’accesso programmato a Medicina, fino alla legge 2 agosto 1999, n. 264. Il problema non era programmare: il problema era programmare male, senza prevedere quanti medici sarebbero serviti all’Italia negli anni successivi.

Oggi ne paghiamo le conseguenze: carenza di medici, personale sotto pressione e liste d’attesa interminabili, con cittadini costretti ad aspettare mesi per una visita o un esame oppure a rivolgersi al privato.

 

Questa è una precisa responsabilità politica. Una classe dirigente che non sa prevedere il fabbisogno di medici, i pensionamenti e le necessità future della sanità dimostra di non essere adeguata a governare un grande Paese come l’Italia.

 

La sinistra dovrebbe avere il coraggio di riconoscere i propri errori, invece di dare lezioni agli altri.

Come Partito Liberale Italiano chiediamo una sanità fondata sulla libertà di scelta, sull’efficienza e soprattutto sulla capacità di programmare il futuro.

La salute dei cittadini non può essere il prezzo degli errori della politica».