Gela – Sembrava che ‘Aischylia – feste in onore di Eschilo’ non si accordasse perfettamente con la rappresentazione de ‘Le Rane’ di Aristofane e invece il commediografo greco dimostra con il suo testo l’ammirazione per la tragedia e per Eschilo che ha scelto Gela come patria acquisita e scrigno delle sue ceneri.
Arriva a preferirlo ad Euripide per il quale intraprende un viaggio periglioso verso l’Ade, il regno dei morti, a cui avrebbe dovuto strappare il suo autore preferito.

Il tutto condito da un linguaggio a tratti contemporaneo e comunque graffiante aderente al testo greco, con insegnamenti antichi che si confanno all’uomo dai contorni psicologici che sfidano il tempo nella sua eternità .

Del resto i testi greci sono eterni per queste caratteristiche: conservano i tratti distintivi dall’uomo nel tempo, ieri come oggi.
Tutto questo è stato rappresentato stasera nell’anfiteatro dell’Orto Pasqualello inaugurato con il sold out pochi giorni fa, il cui battesimo del fuoco è avvenuto oggi con gli allievi dell’istituto nazionale del Dramma Antico di Siracusa che hanno portato a Gela il sapore della professionalità aretusea di lungo corso, accompagnati da lunghi applausi del pubblico attento.
La serata è stata aperta dalla rappresentanza dell’amministrazione comunale, sindaco ed assessore orgogliosi del sito e dell’evento.

Dioniso travestito da Eracle e accompagnato dal servo Xantia, va da Eracle per chiedergli la strada più rapida per gli Inferi.
Attraversano la palude di Acheronte sulla barca di Caronte tra il coro delle rane che gracchiano “brekekekex koax koax”, arriva infine nel regno dei morti.
Negli Inferi è in corso una furiosa lite tra Eschilo ed Euripide per decidere chi sia il poeta tragico più grande.
Dioniso organizza una gara letteraria pesando i versi dei due autori.
In un lungo agon, i due colossi della tragedia classica si sfidano a colpi di logos con una sfida pungente su contenuti, tecniche e parole.
Eschilo accusa Euripide di aver dilaniato l’impianto della tragedia di cui è il fondatore.
Euripide difende le sue innovazioni essendo vissuto in un’epoca più tarda.
Una sfida a suon di cultura in cui Eschilo e la sua Gela emergono prepotentemente, esaltata dell’interpretazione dei giovani attori.
Alla fine, anteponendo il bene della città alle proprie simpatie, sceglie Eschilo perché i suoi insegnamenti morali possono salvare Atene.
E la figura di Eschilo vince e Aischylia – feste in onore di Eschilo trova la sua ragion d’essere.

Le Rane sono solo personaggi di contorno che sviano l’attenzione di chi non conosce il testo.
Buona la prima!
Evento promosso grazie all’Accademia dell’Inda: Vincenzo Mandalà , Virginia Giannone, Stefano Patronaggio, Andrea Catalano, Laura Spicuzza, Gioia Maria Sanfilippo e Anastasia Cino.

