A settembre si torna al lavoro e continuamo a farci accompagnare dalla Parola di Dio commento del prof. Massimo Cassara’.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 18,15-20
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.
In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro»
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Correggere significa salvare! Lo sanno bene i genitori, eterni ansimanti per la sorte dei propri figli. Nella logica della fede la responsabilità del bene altrui non riguarda soltanto i genitori o altri membri consanguinei, la famiglia cristiana è la comunità umana nella sua dimensione universale. Ciascun essere umano è responsabile della sorte del proprio simile, rivelato dal Figlio Gesù quale fratello tra fratelli. La correzione fraterna nella prospettiva cristiana non è l’esito di un ragionamento fondato sulla convenienza sociale: non si corregge per tenere utiliristicamente insieme i pezzi di un collettivo, o per custodire gli equilibri di un sistema; non si corregge neanche per sfogare la propria irritazione, per sottolineare la propria supposta superiorità: ci ricorda san Paolo, nella sua missiva ai Corinzi, che a spingere il cristiano all’azione deve essere l’Amore: “Caritas urget nos” 2Cor 5,14. È una correzione che si preoccupa di custodire il prossimo – diremmo oggi – dalla gogna mediatica, pertanto la prima correzione suggerita da Gesù è un incontro a quattro occhi con l’interessato; l’intento non è la costruzione di uno scoop ma la ricerca della verità, nella prospettiva di un ripristino relazionale. Una relazione iscritta nella logica più ampia di una dinamica comunitaria, madre e sentinella del bene di ciascun suo membro; è ancora Gesù ad indicare l’amorevole e sapiente pedagogia dell’agire fraterno: “Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità”; non si tratta di tentare l’ultima “carta”, dell’estremo tentativo per ricondurre il fratello a ragione, il coinvolgimento della comunità dice l’appartenenza di ciascun uomo alla più ampia realtà, sofferente per la defezione di un solo suo membro; questo confronto pone in essere l’attivazione di un processo di consapevolezza e corresponsabilità, senza le quali ciascun corpo sociale rischia la disintegrazione; uno sfaldamento letale per le stesse sorti dell’individuo, la cui esistenza risulterebbe impossibile nella sua, se pur volontaria, privazione di una appartenenza significativa.
Santa Domenica.
prof. Massimo Cassarà
