A Gela sta per chiudersi una delle pagine amministrative più complesse degli ultimi decenni. Con l’imminente approvazione del bilancio riequilibrato, il Comune si prepara finalmente a uscire dal dissesto finanziario, una condizione che ha pesato come un macigno su ogni scelta politica, su ogni intervento, su ogni promessa non mantenuta.
Per anni, l’assenza di margini di manovra economica è stata presentata, in parte con ragione, come il principale freno allo sviluppo cittadino. Il dissesto è stato “la madre di tutte le scuse”, il paravento dietro il quale si sono nascoste inefficienze, ritardi, inadempienze e limiti operativi. Ma quel paravento sta per cadere.
Con l’approvazione del nuovo strumento finanziario, i fantasmi delle gestioni precedenti smetteranno di esercitare il loro potere giustificatorio. Non ci sarà più il dissesto cui addossare ogni carenza, dal decoro urbano alla manutenzione delle strade, dalla gestione dei rifiuti alla programmazione delle opere pubbliche. Da quel momento in poi , senza più alibi, sarà possibile misurare l’effettiva capacità dell’amministrazione comunale, a partire dal Sindaco, di governare la città e di guidarla verso un orizzonte diverso.
Lo sblocco degli strumenti finanziari non risolverà magicamente tutti i problemi. Ci sarà bisogno di qualche mese di pazienza, perché la macchina amministrativa dovrà riavviarsi, riprendere un ritmo regolare, recuperare ciò che negli anni è stato sospeso o rinviato. Ma questa volta la responsabilità sarà piena, diretta, inequivocabile. Ogni inefficienza, ogni ritardo, ogni scelta sbagliata non potrà più essere attribuita al passato: sarà il risultato, positivo o negativo, della capacità reale di chi governa.
E allora l’auspicio è uno soltanto. Che Gela colga davvero questa occasione. Che si lasci alle spalle la stagione dei rimpianti, del “non si può fare”, del “siamo in dissesto”. Che l’uscita dall’emergenza non sia solo un passaggio tecnico, ma l’inizio di una nuova fase politica e amministrativa.
I cittadini hanno sopportato per anni sacrifici e disservizi. Meritano una città che guardi al futuro con coraggio, ambizione e lucidità. Una città che smetta di convivere con i fantasmi del passato e inizi finalmente a costruire un presente più dignitoso e un domani migliore.
