Gela dice no all’intimidazione mafiosa

Tutti uniti da un messaggio chiaro: Gela non è quella delle minacce, ma quella che vuole rinascere e ripartire
15/12/2025
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Gela dice no all’intimidazione: presidio di solidarietà davanti l’azienda colpita dal fuoco nemico.

L’amministrazione comunale ha organizzato il sti- in che si è tenuto davanti al punto di ristorazione già colpito dalla mano oscura.

Un segnale forte, anche se numericamente contenuto, è arrivato questa sera da Gela, dopo l’ennesimo atto intimidatorio che ha colpito una nuova attività imprenditoriale, la Zangaloro, ancora non avviata pienamente e già bersaglio delle fiamme.

Davanti all’azienda si sono ritrovati cittadini, rappresentanti dell’amministrazione comunale, il sindaco Di Stefano, il presidente del consiglio comunale Paola Giudice, consiglieri di maggioranza e opposizione, associazioni antiracket, volontariato, sindacati, e cittadini perbene. Tutti uniti da un messaggio chiaro: Gela non è quella delle minacce, ma quella che vuole rinascere e ripartire.

Il sindaco ha sentito i titolari della Zangaloro, purtroppo non presenti fisicamente, per sentire se,  nonostante tutto, esista ancora la volontà di andare avanti con l’investimento in città. Al momento non sono emerse decisioni definitive.

Gela ha fatto sentire la sua voce. Non si piega alla paura. E chiede giustizia e risposte.

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