A Gela, la comunità della parrocchia Regina Pacis si prepara a vivere una fase di cambiamento senza precedenti. Dopo il saluto di don Angelo Strazzanti, che ieri ha celebrato l’ultima messa da parroco titolare, il Vescovo della Diocesi di Piazza Armerina Rosario Gisana ha accolto la scelta, in assenza di un sostituto immediato, di affidare la responsabilità pastorale della parrocchia direttamente ai fedeli laici della comunità cristiana gelese.
È una scelta delicata, una sorta di sperimentazione pastorale in cui la gestione della vita comunitaria, dalla cura delle attività caritative all’organizzazione di incontri di fede e cammini spirituali, vedrà protagonisti i laici, responsabilizzati e chiamati a co-guidare, insieme agli organismi parrocchiali, il futuro della parrocchia. È confermata fin da ora e per il momento l’assenza di un nuovo parroco residente.
La scelta di Gela, già sperimentata nella Diocesi piazzette, a Enna, e la prima nella storia della città, si inserisce in un più ampio dibattito dentro la Chiesa cattolica: la carenza di sacerdoti e la diminuzione delle vocazioni.
In alcune realtà, soprattutto nelle aree interne o nei piccoli borghi, questa sperimentazione è stata avviata da diversi anni. Ecco perché in questa direzione il contributo dei laici è sempre più visto come essenziale, non solo per “sopperire” alle carenze numeriche del clero, ma per promuovere una chiesa sinodale e corresponsabile.
Numerose le sfide che attendono Regina Pacis: dalla formazione dei laici coinvolti alla gestione delle attività liturgiche, dal mantenimento delle relazioni con la diocesi alla cura delle esigenze spirituali dei fedeli più fragili. La sperimentazione di Gela è dunque un cammino di corresponsabilità pastorale che rispecchia gli orientamenti della Chiesa moderna.
Insomma, un’esperienza, stando al calo di vocazioni, destinata a creare un precedente. Intanto, una volta a settimana nei giorni festivi nella parrocchia di Fondo Iozza si altereranno sacerdoti per la celebrazione della santa Messa.
