Mentre la fiamma olimpica attraversa la città, non è solo un passaggio scenografico ma un appello, un battito collettivo. In molti, tra orgoglio e commozione, hanno pensato come me a chi quella scintilla educativa l’ha donata per una vita intera ovvero il professor Filippo Collura.
Educatore visionario, anima inquieta e generosa, Collura avrebbe visto in quel fuoco non lo spettacolo di un attimo ma la promessa di un domani migliore per le nuove generazioni. Avrebbe letto nello sventolio delle bandiere un messaggio più profondo: “Gela, credi nei tuoi ragazzi. Offri loro il mondo.”
Lo immagino tra la folla con gli occhi lucidi e il piglio deciso di sempre. Avrebbe chiamato gli studenti vicini, trasformando l’evento in una lezione viva, vera, ardente. Per lui l’educazione non era semplicemente un programma scolastico, per lui era missione civile, era liberazione, era orgoglio del territorio.
In una piazza oggi scaldata dal sole dopo le piogge di ieri , lo si può quasi sentire. Con quel gesto rapido della mano, con quell’urgenza affettuosa che non ammetteva esitazioni mi avrebbe chiamato:
«Alessandruuu, giovanotto, vieni qua!»
Non un semplice invito. Un’investitura.
Un “tocca a te” consegnato nel momento in cui la Storia passa e come lui sapeva coglierla.
Oggi Gela applaude la torcia.
Ma c’è una fiamma che non si spegne. La fiamma che Collura ha acceso nei cuori dei suoi ragazzi.
