Tutto fermo: passa la Fiamma olimpica

17/12/2025
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Gela – Grande dispiegamento di forze dell’ordine ed entusiasmo per il passaggio della fiamma olimpica a Gela, come anche ieri a Caltanissetta. Un evento di accoglienza che annuncia le Olimpiadi invernali Milano – Cortina.

E’ passata da Gela dove tre tedofori gelesi l’hanno portata, con una corsa a staffetta, da ovest (Scavone) a est (Museo) per poi cederla a chi da Agrigento la sta portando a Siracua, Catania e Messina e risalire poi verso Nord

La città e’ rimasta bloccata in ogni zona. Alcuni cittadini non hanno potuto raggiungere il posto di lavoro.

 

 

Ma vediamo quali origini ha.

L’etimologia di tedoforo deriva dal latino taedifer, composto da taeda (fiaccola, torcia, spesso usata nei matrimoni antichi) e il suffisso -fer (portare), che viene dal greco phérein (portare), quindi significa letteralmente “portatore di fiaccola”. È un termine usato per descrivere chi porta la fiamma, specialmente nei contesti archeologici o nei Giochi Olimpici, dove il tedoforo porta la torcia cerimoniale.

La fiamma è uno dei simboli dei Giochi olimpici. Le sue origini risalgono all’Antica Grecia, quando un fuoco veniva tenuto acceso per tutto il periodo di celebrazione delle Olimpiadi antiche. Il fuoco venne reintrodotto nelle Olimpiadi del 1928, e da allora fa parte del cerimoniale delle Olimpiadi moderne.

 

Vanno distinti e tenuti separati il fuoco della torcia che, attraverso una staffetta, viene portata in giro per il mondo (introdotta successivamente, nelle olimpiadi del 1936 dal regime nazionalsocialista di Adolf Hitler), e dal braciere, che mantiene la fiamma viva durante lo svolgimento delle gare.

Per gli antichi greci, il fuoco aveva una caratteristica divina — si credeva che fosse stato rubato agli Dei e donato agli uomini da Prometeo. Per questo motivo il fuoco era presente anche in molti santuari. Un fuoco veniva tenuto acceso permanentemente sull’altare del tempio di Estia ad Olimpia. Durante i Giochi Olimpici, che onoravano Zeus, venivano accesi ulteriori fuochi nel suo tempio e in quello di sua moglie, Era. La moderna fiamma olimpica viene accesa sul luogo dove sorgeva il tempio di Hera.

La fiamma apparve per la prima volta ai Giochi olimpici moderni nel 1928: l’architetto olandese Jan Wils aveva infatti incluso una torre nel suo progetto dello stadio olimpico per la IX Olimpiade, ed ebbe l’idea di tenervi acceso un fuoco. Il 28 luglio 1928, durante la cerimonia di apertura, un dipendente della compagnia elettrica di Amsterdam accese il primo fuoco olimpico nella cosiddetta Torre di Maratona, conosciuta dagli olandesi come il “posacenere della KLM”.

 


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