Al vi i lavori di restauro sul Relitto Gela 2 – video

Verrà usata la tecnica della Kauramina che usa resine termoindurenti a base di melammina e formaldeide, sviluppate da BASF, per il trattamento conservativo
09/04/2026
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Gela – Archiviata la musealizzazione della prima Nave Greca di Gela, la Soprintendenza del Mare è pronta per iniziare il lavoro sulla seconda nave. Perchè le navi greche di Gela sono tre imbarcazioni ritrovate nel golfo di Gela colonia rodio-cretese  e importante emporio commerciale sulla costa meridionale della Sicilia. Databili tra la fine del VI e l’inizio V secolo a.C., rappresentano le più antiche navi greche al mondo.

Oggi pomeriggio alle 15 è avvenuta la cerimonia ufficiale della consegna dei lavori di restauro e assemblaggio alla presenza del Soprintende del Mare Ennio Turco, il direttore dei lavori Roberto La Rocca, dirigente della Soprintenza di Palermo, gli archeologi che si occuperanno dell’assemblaggio Domenico Barreca e Giovanni Di Piazza che, dopo la desalinizzazione dei legni che per 2500 anni sono stati depositati nel fondo del mare di contrada Bulala, hanno deciso di adottare la tecnica della Kauramina

La tecnica della Kauramina che usa resine termoindurenti a base di melammina e formaldeide, sviluppate da BASF, per il trattamento conservativo e il restauro di materiali organici, specialmente il legno antico imbibito o degradata. È utilizzata nel restauro archeologico come alternativa a metodi tradizionali (come il PEG – Polietilenglicole) per consolidare legni bagnati o marcescenti, garantendo stabilità dimensionale.

 

 

La Kauramina penetra nel legno degradato (spesso tramite impregnazione) e, una volta indurita (termocatalisi), crea una struttura interna solida che rinforza il materiale legnoso, prevenendo collassi o ritiri eccessivi durante l’asciugatura.

L’intervento, voluto dalla Soprintendenza del Mare e affidato alla Cooperativa Archeologia, segna l’inizio della fase operativa che porterà i due reperti a essere nuovamente accessibili al pubblico.

Il valore complessivo dell’appalto è di 853.633,80 euro, comprensivi di manodopera e oneri per la sicurezza. I lavori prenderanno il via domani, 10 aprile, e si svilupperanno nell’arco di 960 giorni, con termine previsto il 25 novembre 2028.

 

La seconda nave, denominata “Gela II”, fu scoperta nel 1990 da un subacqueo locale (Gianni Occhipinti) in un’area distante appena 1 chilometro ad est dall’area del primo relitto. Databile al terzo venticinquennio del V secolo a.C. e di dimensioni pari a 15×5 metri, giaceva sotto uno strato di pietrame alto 150cm identificato come la zavorra trasportata a bordo, poi sparpagliatasi sul fondo dopo l’affondamento.

La cerimonia è stata semplice e riservata alla stampa ed a pochi personaggi politici: si sono presentati solo il deputato Scuvera e la consigliera comunale Sara Cavallo. Assente il sindaco di Gela e qualche assessore sempre interessato a questi momenti, forse per i riverberi sulla ultimo incidente diplomatico di Gela isola felice.

La terza nave, denominata “Gela III”, fu scoperta nel 2014 da un subacqueo locale (Franco Cassarino) alla foce del fiume Dirillo in un’area distante quasi 400 metri a nord-est dal primo relitto.