Antonio Occhipinti in Wikipedia

26/07/2026
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A due anni dalla morte la figura di Antonio Occhipinti entra in Wikipedia. Il suo posto nella enciclopedia on line è ancora in lavorazione ma già visibile. Un vanto per la comunità gelese a cui l’artista apparteneva. Maestro d’arte per diverse generazioni di artisti in erba, alcuni entrati di diritto nel panorama dei pittori siciliani con il vanto di essere usciti da cotanta scuola, altri meno.

Nella sua lunga carriera artistica ha sublimato la difficile tecnica dell’acquerello. Raffinato ed elegante, l’acquerello di Occhipinti raccoglie la sensibilità coloristica del Sud stemperata da un’accorta modulazione delle velature e delle trasparenze

Le tematiche a sfondo popolare nell’arte hanno cominciato a prendere corpo verso la metà del XIX secolo, in concomitanza con il diffondersi della questione sociale nelle varie società europee. L’opera di pittori come Millet o Daumier, per esempio privilegiava soggetti legati alla vita nei campi, il lavoro in fabbrica o gli scioperi. In Italia tra i primi pittori molto impegnati su temi sociali ricordiamo Pellizza da Volpedo e, in epoca contemporanea, Renato Guttuso. Anche Antonio Occhipinti si inserisce in questa linea e, tra i suoi soggetti preferiti, troviamo soggetti di carattere popolare, rappresentati tramite il suo linguaggio artistico originale e raffinato nel quale alla contemporaneità si unisce una descrizione autentica e sincera di una tipica realtà siciliana.

La critica ha più volte sottolineato in Occhipinti la compresenza di due qualità: una solidità costruttiva dell’impianto formale e, insieme, una spiccata sensibilità luministica, tipica della tecnica ad acquerello portata alle sue estreme possibilità espressive. Nel 1987, recensendo una sua personale romana alla Galleria Agostinelli Arte, il critico Luigi Tallarico ha messo in evidenza come nella sua pittura la sicilianità venga restituita “al presente” piuttosto che filtrata attraverso il peso nostalgico della memoria, e come l’artista utilizzi le trasparenze non per imitare le atmosfere naturali ma per rendere visibili, per così dire, i “conflitti del profondo”.

Ecco la sua casella in Wikipedia:

Nel giugno 1987 Occhipinti ha vinto la sezione acquerello della II edizione del Premio Internazionale Fabriano, riservato all’acquerello e all’incisione e patrocinato dalle Cartiere Miliani Fabriano. La cerimonia di premiazione si è svolta presso il Museo della Carta e della Filigrana di Fabriano, alla presenza di circa 150 artisti italiani e stranieri invitati dall’ente organizzatore, il CIPRA di Roma. La giuria, presieduta dall’ingegner Mario Tommasini (direttore delle Cartiere Fabriano), era composta da Dante Bernini (sovrintendente ai Beni storici e artistici di Roma), dai critici Luigi Tallarico e Antonino De Bono e dall’artista Walter Piacesi (segretario Aldo Casanova).

 

Due anni più tardi, su Toscana Oggi, Mariella Cambi descriveva la produzione fiorentina dell’artista — dedicata da Occhipinti, siciliano di nascita, alla città di Firenze di cui era diventato un frequentatore abituale — evidenziando la varietà dei suoi mezzi espressivi (dall’olio alla tempera, dal pastello agli inchiostri) accanto alla piena padronanza del ritratto e della figura, e riportava il giudizio che Pietro Annigoni gli aveva riservato in una lettera di ringraziamento per un ritratto realizzato dall’artista fiorentino.

 

Tra il 1990 e gli anni successivi, su iniziativa dell’allora presidente dell’ADAS Antonio Granvillano e in collaborazione con la storica Rosetta Maganuco, Occhipinti realizzò un ciclo di oltre venti acquerelli dedicati alla storia di Gela, dalla fondazione greca all’età contemporanea, frutto di una ricerca storica e iconografica condotta insieme allo storico Nuccio Mulè, che in seguito ne trasse un volume dedicato. Le tavole sono esposte in modo permanente presso la Pinacoteca Comunale di Gela, inaugurata il 16 aprile 2015 nell’Aula Udienze dell’ex Tribunale cittadino. Il 29 agosto 2025 l’amministrazione comunale ha intitolato la Pinacoteca Comunale alla memoria dell’artista