Riceviamo e pubblichiamo una nota del consigliere comunale di PeR, Paolo Cafà. Una disamina obiettiva del ruolo della sinistra nella storia politica di Gela con le relative responsabilità che qualcuno dimentica spesso.
“Spiace constatare che l’amministrazione comunale non riesca a gestire le legittime critiche dell’opposizione di sinistra del gruppo PeR – Progressisti e Rinnovatori. La dialettica politica di questi giorni sull’uso delle compensazioni e sul diritto, giudizialmente riconosciuto, dei residenti di Poggio Arena di fruire del passaggio pedonale a mare, è sintomo di un diverso modo di intendere l’amministrazione della cosa pubblica.
È un fatto che, nonostante i tanti cantieri aperti riguardanti l’arredo urbano, la città e i cittadini versino in una situazione di disagio. Il disordine urbano, lo stato del manto stradale, le carenze igienico sanitarie di vaste aree del nostro territorio, per come denunciato dallo stesso sindaco, sono sotto gli occhi di tutti. La diversa sensibilità sull’uso delle risorse finanziarie segna una netta differenza politica, progettuale, sostanziale tra l’opposizione di sinistra di Progressisti e Rinnovatori e il modello Gela. Il partito democratico che, dopo le giunte di sinistra Gallo e Crocetta, da sempre governa questa città, ad eccezione del triennio 2015-2018 amministrato dalla giunta Messinese, ha le maggiori responsabilità gestionali di tutti gli altri suoi alleati nel bene e nel male.
Il PD a Gela è proprio il partito del potere e del governo per antonomasia, che non è legittimato a liquidare come sterile l’opposizione di sinistra di PeR, la quale invece è lontana dalle campagne elettorali ed agisce concretamente, giorno dopo giorno, in difesa dei diritti sociali e di quelli civili dei cittadini, proprio per quanto ha ricordato il segretario cittadino Franco Liardo. Risibile è l’accusa della gestione allegra della spesa pubblica delle giunte di sinistra che, sul versante culturale e delle estati gelesi, hanno dato risultati eccellenti, mai visti nelle altre giunte succedutesi.
Quanto al dissesto finanziario, figlio di un modo approssimativo di gestione della cosa pubblica e di incapacità organizzativa sul piano finanziario della precedente giunta, è comprovata la responsabilità di chi ha governato nel quinquennio 2019/2024, periodo in cui PeR non esisteva ancora, né come entità politica né come gruppo consiliare”.
