‘Nemo profeta in patria’ recita un passo del Vangelo. Lo prendo in prestito per condividere un articolo di Mario Vitale pubblicato nella rivista sportiva ‘aTuttocampo’ in cui il commercialista Paolo Comandatore è definito ‘la Treccani del calcio’ da un intenditore della materia sportiva dell’agrigentino.
Comandatore impettito professionista, nella sua vita si spoglia dei panni dell’esperto di numeri e, pantaloncini e maglietta, veste quelli del coach. Così lo voglio presentare prendendo in prestito l’articolo di Mario Vitale.
Mi piace riportare su Gela questa riflessione su un nostro concittadino molto conosciuto ma forse non abbastanza.
Mario Vitale è una figura nota nel calcio italiano, soprattutto per il suo passato al Palermo Calcio, dove ha lavorato sotto Maurizio Zamparini, raccontandosi anche come una figura fondamentale per la società rosanera e venendo soprannominato “lo Iettatore”. Più recentemente, è tornato a parlare del suo ruolo di Direttore Sportivo, sottolineando l’importanza di essere una guida per allenatori e società, come dimostra una sua intervista recente.
“Il calcio dilettantistico siciliano è ricco di storie importanti, come quelle associate agli addetti ai lavori che ne fanno parte: tra questi spicca sicuramente quella di Paolo Comandatore, uomo versatile dal grande spessore sportivo ed umano che in questi anni ha dimostrato grandi doti guadagnandosi il rispetto e la stima di tutto l’ambiente calcistico. Da diverso tempo al comando del Terranova Calcio di Gela, Comandatore ha anche un ruolo di prestigio presso la Lnd siciliana come delegato nazionale, a testimonianza di un uomo che riesce ad abbracciare diversi aspetti e temi del nostro calcio; ci ha voluto parlare di lui il Direttore Mario Vitale, che dopo l’incontro avvenuto durante questa stagione calcistica con Comandatore è rimasto stregato dalla sua professionalità e dal suo ottimo lavoro.
E’ notte fonda e non riesco a prendere sonno, penso e ripenso, ma il mio chiodo fisso è sempre sul calcio e sui miei colleghi. Stanotte mi sono svegliato con un pensiero gentile rivolto ad un mio amico, una persona eccezionale, un grande, sia come professionista sia come uomo di sport. Voi lo sapete, mi conoscete, quello che penso lo dico e lo scrivo: stanotte ho pensato al dott. Paolo Comandatore, noto e valido professionista di Gela e provincia. Da novembre delegato nazionale della LND siciliana, dopo aver presieduto agli incontri formativi sulla spinosa tematica del lavoro sportivo. Un personaggio unico, un dirigente di lungo corso, un allenatore molto preparato, un educatore ed istruttore, uno che sa di calcio e non si limita al semplice allenamento ed agli schemi ma punta alla formazione culturale del giocatore. Nel passato ne avevo sentito parlare un gran bene da giocatore, uno di quelli seri con grinta e cervello, piedi buoni e senso tattico notevole, fisico agile e potente che gli garantiva grande corsa e una elevazione notevole nel gioco aereo. Come mister lo seguo da circa dieci anni, con squadre composte da giocatori modesti è riuscito a sviluppare delle tecniche di allenamento riuscendo a tirar fuori il meglio da ognuno di loro. L’ho incontrato in occasione della partita Terranova-Mazzarinese e subito ho capito che ne conosce una minima parte. Con emozione ricordo che mi ha accolto, come tutti gli altri della comitiva con grande senso di ospitalità ed eleganza, in un modo che non mi era mai capitato prima facendomi sentire di fatto a casa. E’ stato bello vedere un allenatore che vuol bene ai propri giocatori, li incoraggiava e rincuorava come fa il padre coi figli, senza mai banalizzare o mutare in tragedia un errore commesso. E’ stato bello parlare a fine gara, una disamina lucida dei valori in campo, dei principi di gioco adottati, da ciò che aveva lui imparato quel giorno, poi le telefonate. Lo chiamo perchè mi rendo conto che ho a che fare con un professionista, uno studioso, uno di grande cultura, uno che non si stanca e che si aggiorna di continuo, uno che sviluppa modelli di gioco e tecniche di allenamento, uno super insomma che vedrei certamente nel calcio professionistico. Nella stagione in corso, visti gli impegni assunti in federazione e altre importanti necessità lavorative e familiari, aveva deciso di delegare in tempi diversi la conduzione della squadra ad altri colleghi con risultati piuttosto deludenti in quanto la politica di valorizzazione dei giovani non ha trovato il riscontro del campo e così a fine girone di andata ha ripreso in mano la squadra con notevoli sacrifici personali e risultati non utili ai fini della classifica ma certamente soddisfacenti sul piano della crescita dei giovani calciatori impiegati che settimana dopo settimana hanno dimostrato di acquisire con consapevolezza i dettami del mister. Infatti a Mazzarino con un uomo in meno per gran parte della gara ci hanno dato del filo da torcere e mi sono reso conto che, sebbene lui fosse assente perchè a Roma per l’elezione del Presidente Gravina, i giocatori del Terranova hanno giocato comunque una gran bella partita perchè hanno maturato il modello di gioco proposto dall’amico Paolo. Ho ricordato il concetto che mi ha sempre espresso: “finchè la palla è ferma a centrocampo si possono notare le dislocazioni dei giocatori nelle linee orizzontali, appena la palla si muove per chi ha occhio vedrà la dislocazione dei giocatori nelle interlinee orizzontali e verticali; il movimento della palla induce i giocatori a muoversi creando ovvero riducendo gli spazi dove giocare”. Questa affermazione mi ha fatto molto riflettere, cosa dire, per me è un fenomeno, un punto di riferimento per i giovani allenatori e per i giocatori, un mister che ha in se vecchi principi e nuove soluzioni che impone il calcio moderno. Del resto avendo vissuto ben 45 anni di calcio ne ha passate di stagioni in campo ed in panchina: lo potrei accostare ad uno dei grandi, ma per me Paolo è unico nel suo genere…Insomma non esagero se dico che è la Treccani del calcio.”
