Che il sistema rifiuti sia foriero di appetiti, si sa. Un po’ meno si metabolizza quando il terremoto scuote casa nostra e scoperchia interessi, nepotismo che da sempre muovono le fila di ‘potentini’ che si identificano con i bravi dell’Innominato. Le indagini scopriranno la rete di parentele ma tutto resterà nel sistema di gattopardiana memoria.
Tutti i gruppi politici prendono parola. Oggi è il turno di Forza Italia Gela che parla prima di ascoltare speculazioni di altri.
“In una vicenda delicata e complessa come quella che riguarda la piattaforma di Timpazzo e il sistema dei rifiuti nel territorio, riteniamo doveroso mantenere equilibrio, rispetto per il lavoro della magistratura e piena fiducia negli organi inquirenti, evitando processi sommari o speculazioni politiche.
Le contestazioni emerse dall’inchiesta sono gravi e meritano attenzione, ma le eventuali responsabilità penali saranno accertate esclusivamente nelle sedi competenti e nel pieno rispetto delle garanzie costituzionali per tutti gli indagati.
Allo stesso tempo, però, non possiamo non rilevare una certa contraddizione politica nelle dichiarazioni dei partiti del campo progressista, che oggi tentano di attribuire ogni responsabilità esclusivamente al governo regionale e agli attuali organismi di gestione, dimenticando incidentalmente il ruolo che per anni la stessa area politica ha avuto dentro il sistema Ato-Srr e nella governance del ciclo dei rifiuti.
Il sistema dei rifiuti in Sicilia, e in particolare quello dell’ambito gelese, non nasce oggi e non può essere raccontato come se alcuni soggetti politici fossero stati semplici spettatori.
Per anni la sinistra e i suoi riferimenti territoriali hanno avuto rappresentanti, amministratori, sindaci e figure di diretta espressione politica all’interno degli enti che si sono occupati della gestione del ciclo dei rifiuti.
Chi oggi invoca trasparenza e controlli dovrebbe spiegare ai cittadini quali verifiche siano state effettuate negli anni precedenti, quali anomalie siano state segnalate e quali iniziative concrete siano state adottate quando il sistema mostrava già evidenti criticità.
Il tema dei rifiuti riguarda la salute pubblica, la tutela ambientale e il futuro del territorio e non può essere ridotto a una gara politica a prendere le distanze quando emergono indagini giudiziarie.
L’intervento delle forze politiche di sinistra risulta francamente paradossale, soprattutto perché tentano di attaccare il modello di gestione dei rifiuti promosso dal presidente Renato Schifani, che rappresenta invece il primo vero cambio di paradigma in Sicilia dopo decenni di fallimenti.
Il governo Schifani è infatti il primo governo regionale ad avere approvato un Piano dei Rifiuti che punta concretamente al superamento del sistema fondato sulle discariche, un modello che nel tempo ha favorito emergenze continue, inefficienze e, come purtroppo dimostrano numerose inchieste giudiziarie, anche l’infiltrazione di interessi particolari e della criminalità organizzata.
La scelta strategica del governo è chiara: realizzare due termovalorizzatori moderni, tecnologicamente avanzati e a basso impatto ambientale, in linea con i più evoluti modelli europei.
Impianti che consentiranno non solo di trattare i rifiuti in maniera sicura ed efficiente, ma anche di produrre energia, riducendo drasticamente il ricorso alle discariche e i costi enormi che oggi gravano sui cittadini siciliani.
Colpisce inoltre il fatto, che proprio il campo progressista ha assunto una posizione di netta contrarietà alla realizzazione dei termovalorizzatori, cercando di ostacolare di fatto quella svolta strutturale che finalmente libererà la Sicilia dall’emergenza rifiuti permanente.
È dunque singolare che si tenti oggi di attribuire responsabilità politiche a chi sta lavorando per smantellare proprio quel sistema basato sulle discariche che per anni ha prodotto criticità e opacità.
Occorre lavorare per una gestione moderna, trasparente ed efficiente del ciclo dei rifiuti, rafforzando i controlli, garantendo piena legalità e restituendo fiducia ai cittadini. Su questi obiettivi servono serietà e responsabilità istituzionale.
