Comiso, aeroporto strategico per il Sud

l'odissea dei servizi frena ogni prospettiva di sviluppo
03/08/2026
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L’aeroporto di Comiso rappresenta una delle infrastrutture più importanti per il futuro del Sud-Est siciliano. Per Gela e per gran parte dei comuni del versante meridionale della provincia, costituisce una porta naturale verso il resto d’Italia e d’Europa se solo attivassero le giuste tratte. Si tratterebbe di una risorsa che potrebbe finalmente ridurre l’isolamento del territorio e diventare un autentico motore di sviluppo economico e turistico.

Ma un aeroporto non vive soltanto di cemento, piste e terminal moderni. Vive soprattutto della qualità dei servizi che offre ai passeggeri. Ed è proprio qui che il sogno si infrange contro una realtà che, troppo spesso, assume i contorni di una vera odissea. Uno dei tanti episodi di inefficienza ve lo racconto oggi 3 agosto ancora alle prese con accaldati ed estenuanti viaggi di lavoro direzione Milano.

L’episodio vissuto da un collega ne è la dimostrazione. Un semplice errore nella data del biglietto avrebbe potuto essere risolto con pochi clic, come accade ormai nei principali aeroporti europei. Invece è iniziato un interminabile percorso a ostacoli. Nonostante il contatto con la compagnia aerea e la disponibilità manifestata a trovare una soluzione, al banco check-in si è trovato davanti un muro di rigidità, con atteggiamenti poco cortesi e nessuna reale volontà di agevolare il passeggero. Un’esperienza che lascia l’amaro in bocca e che difficilmente si dimentica. L’aereo era mezzo vuoto ed avrebbe potuto accogliere tranquillamente altri passeggeri. La cosa più ridicola quando qualcun’altro voleva fare un biglietto con continuità territoriale (tariffa residenza in Sicilia)ed è stato impedito in quanto l’operatore alla biglietteria nonostante la compagnia aerea telefonicamente continuava a ribadire tale possibilità presentando documenti riportanti la residenza voleva staccare un biglietto last minute dav300 euro per un Comiso Milano Linate solo andata.

Ma non è l’unico problema. Basta attraversare il terminal per rendersi conto delle criticità. Il bar offre una scelta di prodotti ridotta al minimo, ben lontana dagli standard che un aeroporto moderno dovrebbe garantire. Ai controlli di sicurezza le file diventano interminabili, mentre apparecchiature datate e procedure ormai superate rallentano ulteriormente il flusso dei passeggeri.

La scena è quasi surreale. Computer portatili, oggetti personali e bagagli vengono continuamente fatti estrarre e riposizionare, con controlli che sembrano appartenere a un’altra epoca più che a uno scalo destinato a crescere. Nel frattempo aumentano i tempi di attesa, cresce il disagio e si alimenta la sensazione che l’organizzazione non sia all’altezza delle ambizioni che il territorio ripone in questa infrastruttura.

Ed è proprio questa la grande contraddizione. Comiso possiede tutte le potenzialità per diventare il punto di riferimento aeroportuale del Sud della Sicilia. La struttura è moderna, la posizione è strategica e il bacino di utenza è vastissimo, comprendendo Gela e numerosi comuni delle province limitrofe. Tuttavia, senza un deciso salto di qualità nell’organizzazione, nella formazione del personale e nell’efficienza dei servizi, ogni discorso sul rilancio rischia di trasformarsi in semplice propaganda.

Lo sviluppo non si costruisce soltanto inaugurando edifici belli da vedere. Si costruisce facendo sentire il viaggiatore accolto, assistito e rispettato. Perché è il servizio, molto più dell’architettura, a determinare la reputazione di un aeroporto.

Comiso merita di decollare davvero. Ma per farlo deve prima liberarsi dei pesi che oggi lo tengono ancora saldamente ancorato a terra. Personale di terra qualificato e ben educato sono un tassello importante così come importante è che gli interessi della collettività prevalgano sulle logiche politiche della società di gestione (la SAC per intenderci) che preferiscono l’aeroporto di Catania a quello di Comiso.