Gela – Sabato di lavoro e di incontri per la politica locale e regionale. La presenza del deputato Cateno De Luca e l’incontro con la rete dei civici ha movimentato appena la politica molle degli ultimi mesi. Un battito di ali come il passaggio di un consigliere comunale ad un altro partito della stessa coalizione, fa scatenare le penne, ma solo quelle, perché la gente, con i suoi problemi irrisolti, non sa neppure chi sono i consiglieri comunali, tanto non cambia nulla per loro!
L’incontro con i civici, arricchito dal nuovo gruppo ‘Spazio civico’, è servito a parlare delle emergenze amministrative delle prossime settimane. Primo fra tutti il bilancio che rappresenta il punto focale per il futuro della città e tutte le iniziative che seguiranno e che verranno condivise con la nuova compagine dei civici che hanno sottolineato le priorità amministrative e null’altro. Certo ‘Una buona idea’ con un elemento in meno non è una cosa facile da digerire e di certo il sindaco non gradisce altri casi come questi, anzi chiede compattezza e spirito corporativistico. Non è esclusa una verifica sulla sua coalizione ma sempre dopo lo scoglio-bilancio

Un altro tema è stato il “governo di liberazione” del ciclone De Luca affiancato dall’assessore Franzone e dal rappresentante riesino Angelo Bellina. De Luca ha parlato di politica regionale, solo un cenno alla situazione finanziaria di Gela che non è Taormina dove il problema del bilancio è stato risolto in meno di un anno.
“Essere giganti tra tanti nani è molto facile”, ha aggiunto il deputato. “Questa maggioranza non è la nostra ma è stata votata dalla gente, noi siamo all’opposizione : c’è chi si alza la mattina con il pensiero di danneggiare gli altri e chi invece si alza con il pensiero del proprio ruolo e delle proprie responsabilità. Ma ti disturbano quelli che non hanno niente da fare. Ci sono uomini e donne che si mettono a disposizione degli altri e non è una questione di colore politico. Al governo regionale abbiamo consegnato cento proposte. Potevamo non interloquire e fare come le altre opposizioni. Se non ci sono condizioni per andare avanti si stacca la spina ma se questo governo troverà soluzioni non paralizzeremo la Sicilia e faremo una valutazione complessiva da gennaio. Ci sarà chi lavorerà per paralizzerà e chi affronterà responsabilità. La maggioranza è in difficoltà perché sono emerse tante cose antipatiche e dall’altra parte c’è il lancio delle monetine. Ma il tempo passa. A Schifani ho detto di attrezzarsi per affrontare le difficoltà oppure se deve prevalere la sindrome di chi è stato colto in fallo, innestando il freno a mano, allora è meglio che vadano a casa. Questo sistema non funziona tutti i territori siciliani, nelle classifiche di vivibilità, sono negli ultimi venti posti. Qual è il ruolo dei sindaci? Il principio di sussidiarietà è violato e manca autonomia dei territori. Mettere in discussione questo sistema fa vacillare il criterio dell’occupazione dei posti. Vedremo se il governo regionale accoglierà le nostre proposte. Anche per una piccola concessione demaniale bisogna pagare il pizzo legalizzato – ha attaccato – solo per giustificare un posto del potere di merda. Sono nato per amministrare e non per vegetare all’opposizione. Si devono costruire squadre che hanno questa visione”. Si lavora ad una squadra di uomini e donne, con deleghe specifiche. Verrà presentata con l’inizio del nuovo anno.
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