“Gela e le mura: patrimonio, identità e memoria”, e’ il tema del convegno che si e’ tenuto nell’ Istituto Ettore Majorana un appuntamento che ha saputo coniugare rigore scientifico e profonda passione per il territorio.

Dopo il benvenuto della dirigente scolastica dott.ssa Carmelinda Bentivegna e i saluti del segretario del Lions Club Gela Host, dott. Alessandro Cannizzaro, la platea ha avuto il privilegio di assistere agli interventi di due relatori d’eccezione.

L’ing. Francesco Butera, vice preside dell’istituto e presidente internazionale dell’associazione “Città Murate”, ha offerto un contributo di straordinaria lucidità e con la competenza e la visione di chi da anni lavora per valorizzare il patrimonio delle città storiche a livello globale, ha saputo collocare Gela in una dimensione che va ben oltre i confini locali. Le mura di Gela, nella sua appassionata esposizione, non sono soltanto una testimonianza della grecità del nostro territorio, ma un tassello prezioso di un mosaico culturale che abbraccia l’intera Sicilia e si proietta nel panorama internazionale. Un intervento, il suo, che ha lasciato il segno per la capacità rara di unire rigore storico ed entusiasmo comunicativo.
Va ricordato, a tal proposito, il ruolo fondamentale svolto dalla Fondazione Internazionale Lions Città Murate, realtà di caratura mondiale che si adopera per la tutela, la valorizzazione e la promozione delle città storiche murate. Grazie all’impegno di figure come il prof. Butera, questa fondazione rappresenta oggi un punto di riferimento internazionale capace di portare le eccellenze locali, come quelle di Gela, all’attenzione della comunità globale, intrecciando cultura, diplomazia e memoria storica in un progetto di ampio respiro.
Non meno prezioso è stato il contributo dell’arch. Francesco Russello, presidente emerito dell’Archeoclub di Gela, che con la sua consolidata esperienza ha condotto i presenti in un affascinante percorso tecnico legato al restauro delle mura timoleontee. La sua esposizione, puntuale e appassionata, ha illustrato le metodologie più avanzate per garantire la conservazione di questo patrimonio unico, dimostrando come la cura del passato sia anche un atto di responsabilità verso le generazioni future.
Un convegno che ha lasciato i presenti con un bagaglio culturale arricchito e una consapevolezza rinnovata: Gela non è solo custode di una storia inestimabile, ma protagonista attiva di un dialogo internazionale sulla memoria, l’identità e la bellezza del patrimonio umano. E se tutto ciò è stato possibile, lo si deve anche a chi, come la dottoressa Bentivegna, sceglie ogni giorno di mettere la cultura al centro, trasformando la scuola in un presidio vivo di civiltà. A lei un ringraziamento speciale, la sua sensibilità culturale e la sua visione illuminata rendono l’Istituto Majorana molto più di un luogo di istruzione e consentono che la formazione degli studenti passi anche attraverso il contatto vivo con la storia e l’identità del proprio territorio.
