Gela, la città cresciuta troppo in fretta

l’Auser e Francesco Salinitro ripercorrono lo sviluppo edilizio dal dopoguerra a oggi
22/05/2026
22/05/2026
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Gela – Un viaggio nella memoria urbana per comprendere il presente e immaginare il futuro. Oggi, la sede dell’associazione Auser di Gela ha ospitato un incontro di profondo interesse culturale e sociale: i soci si sono riuniti intorno al tavolo con l’architetto Francesco Salinitro, già amministratore della città ed esperto di pianificazione urbanistica, per analizzare a fondo la metamorfosi edilizia che ha travolto Gela a partire dagli anni ’50 del secolo scorso.

L’appuntamento non è stato una semplice conferenza accademica, ma un dialogo vivo, arricchito dai ricordi in prima persona dei cittadini senior dell’Auser, che quella trasformazione l’hanno vissuta sulla propria pelle.

Il racconto di Salinitro è partito da uno spartiacque storico: la scoperta del petrolio nel sottosuolo gelese e l’arrivo dell’Eni. Fino ad allora, Gela era una città compatta, legata a un’economia prevalentemente agricola e marinara, racchiusa entro confini storici ben definiti.

Con l’industrializzazione degli anni ’50 e ’60, la città ha subito una pressione demografica senza precedenti. Migliaia di lavoratori si sono riversati sul territorio, innescando una fame di alloggi a cui lo Stato e le amministrazioni locali non sono riusciti a dare risposte pianificate in tempo utile.

“Il modello di crescita della città non è stato governato, ma inseguito”, ha spiegato l’architetto Salinitro durante l’incontro. “La rapidità dell’espansione ha surclassato gli strumenti urbanistici dell’epoca, lasciando che la città si estendesse ‘per aggregazione spontanea’ piuttosto che per disegno organico.”

Durante il dibattito si è affrontato anche, con lucidità e senza tabù, il tema dell’abusivismo edilizio che ha caratterizzato i decenni successivi. I soci dell’Auser hanno ricordato l’epoca in cui intere famiglie costruivano la propria casa “mattone dopo mattone”, spesso nei fine settimana, dando vita a quartieri enormi e inizialmente privi di servizi primari: fognature, illuminazione, strade asfaltate, scuole.

Salinitro, forte della sua esperienza amministrativa, ha evidenziato come quel fenomeno, pur nascendo da un reale bisogno abitativo e sociale, abbia lasciato in eredità una città sfilacciata, con un enorme “debito infrastrutturale” che le amministrazioni successive hanno dovuto faticosamente cercare di sanare attraverso i piani di recupero.

Oggi lo scenario è radicalmente mutato. Gela non ha più bisogno di espandersi o di “consumare suolo”, ma deve fare i conti con la necessità di rigenerare ciò che già esiste.

I punti chiave emersi dal confronto tra Salinitro e i soci Auser per il futuro urbanistico della città si riassumono in tre direttrici:

La rigenerazione del Centro Storico: Recuperare il cuore antico della città, contrastando lo spopolamento e valorizzando l’immenso patrimonio archeologico e architettonico.

La ricucitura urbana: Dotare i quartieri periferici nati nel dopoguerra di spazi pubblici reali, verde attrezzato e centri di aggregazione sociali, capaci di trasformare i “dormitori” in comunità.

Il rapporto con il mare: Riconnettere definitivamente il tessuto urbano alla costa, una risorsa ambientale ed economica per troppo tempo separata visivamente e fisicamente dalla città.

L’incontro si è concluso con l’intervento dei responsabili dell’Auser, che hanno ribadito l’importanza di appuntamenti come questo. Per l’associazione, favorire l’incontro tra esperti della storia cittadina come Francesco Salinitro e i propri soci significa fare “memoria attiva” per offrire alla cittadinanza, soprattutto alle nuove generazioni, le chiavi di lettura storiche per capire perché Gela si presenta così com’è oggi, e per pretendere uno sviluppo futuro che metta finalmente al centro la qualità della vita e la bellezza del territorio.

 

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