Giustizia riparativa: quando il dialogo diventa strumento di giustizia

La giustizia riparativa si fonda sull’idea che il reato rappresenti una frattura nelle relazioni umane.
18/06/2026
18/06/2026
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Caltanissetta- Negli ultimi anni il tema della giustizia riparativa ha assunto un ruolo sempre più centrale nel dibattito giuridico e sociale. Si tratta di un modello di gestione del conflitto che non si limita a punire il reato, ma cerca di comprendere e affrontare le conseguenze che esso produce sulle persone coinvolte e sulla comunità.

La giustizia riparativa si fonda sull’idea che il reato non rappresenti soltanto una violazione della legge, ma anche una frattura nelle relazioni umane. Per questo motivo il percorso mira a creare uno spazio di confronto tra vittima e autore del reato, accompagnati da un mediatore imparziale e qualificato.

Uno degli aspetti fondamentali di questo approccio è la centralità della vittima. Attraverso il dialogo, la persona che ha subito il danno può raccontare il proprio vissuto, esprimere emozioni, formulare domande e ottenere un riconoscimento concreto della sofferenza subita. Questo processo può contribuire a restituire dignità e partecipazione a chi spesso, nel procedimento penale tradizionale, rischia di avere un ruolo marginale.

Allo stesso tempo, la giustizia riparativa promuove la responsabilizzazione dell’autore del reato. Il percorso non consiste nel giustificare il comportamento commesso, ma nel favorire una presa di coscienza rispetto alle conseguenze delle proprie azioni. Comprendere il danno arrecato può rappresentare un passaggio importante verso il cambiamento personale e il reinserimento sociale.

Un principio essenziale è quello della volontarietà: nessuna delle parti può essere obbligata a partecipare. Il consenso deve essere libero e informato e il percorso può interrompersi in qualsiasi momento. Il mediatore, figura centrale del processo, garantisce equilibrio, sicurezza e rispetto reciproco durante gli incontri.

In Italia la giustizia riparativa ha ricevuto una disciplina organica con la Riforma Cartabia (D.Lgs. n. 150/2022), che ha introdotto strumenti e procedure per rendere accessibili i programmi su tutto il territorio nazionale. Il percorso è complementare rispetto al processo penale e può essere avviato in diverse fasi del procedimento.

È importante sottolineare che giustizia riparativa non significa perdono obbligatorio né sostituzione della pena. Il suo obiettivo principale è offrire uno spazio di ascolto, responsabilità e possibile ricostruzione delle relazioni, laddove le condizioni lo consentano.

In una società che spesso identifica la giustizia esclusivamente con la sanzione, questo modello propone una prospettiva diversa: non cancellare il reato, ma cercare di comprendere come affrontarne le conseguenze e promuovere percorsi di cambiamento reale.

 

L’Ufficio Distrettuale Esecuzione Penale Esterna di  Caltanissetta, l’Associazione SPONDÉ

ha organizzato un convegno in corso stamane al Centro Culturale “Michele Abbate” di Caltanissetta al quale partecipano Domenica Motta, Presidente Corte d’Appello di Caltanissetta,   Fabio D’Anna, Procuratore Generale di Caltanissetta, Walter Carlisi, Presidente Tribunale di Sorveglianza di Caltanissetta, Walter Tesauro, Sindaco di Caltanissetta,  Ermanno Pasqualino, Assessore Servizi Sociali di Caltanissetta, Gabriella Di Franco, Direttore UEPE Palermo,  Alfredo Saia, Presidente COA Caltanissetta, Renata Accardi, Presidente Camera Penale “M. Saferino” Caltanissetta

A modera i lavori il giornalista Gandolfo Maria Pepe.

Gli interventi sono affidati a Adolfo Ceretti, Università di Milano-Bicocca,  a Agata Ciavola, Unikore di Enna,  Claudia Mazzucato, Università Cattolica del Sacro Cuore e componente Conferenza Nazionale Giustizia Riparativa, Maria Pia Giuffrida, Associazione Spondé ETS, Salvo Emanuele Leotta, Direttore UDEPE Caltanissetta.

La testimonianza diretta è affiatata a Franca Evangelista, moglie di Gaetano Giordano.

La secondaria parte esempio di coprogettazione e collaborazione tra le istituzioni,.modera: D.ssa Rita Puglisi, coordinatrice CGR di Caltanissetta.

Interventi:

Dott. Giuseppe Intilla, Responsabile Direzione VII – Politiche Sociali Comune di Caltanissetta

Dott.ssa Viviana Savarino, Direttrice IPM Caltanissetta

Dott. Vincenzo Indorato, Referente locale per la Giustizia Riparativa per i Servizi Minorili

Dott.ssa Giulia Gelsomino, Direttore CGR Caltanissetta.

 

 

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