Gela – E’ iniziato il Grest salesiano 2026, dal titolo “Guarda con il cuore, scopri l’essenziale”.

​Con l’arrivo di giugno e la fine delle scuole, per milioni di famiglie italiane scatta il solito, fatidico countdown. Ma tra i tanti campi estivi e campus sportivi, ce n’è uno che da decenni custodisce una magia tutta sua: il Grest.
Il Grest salesiano è frequentato da 600 grestini tra i 5 e i 15 anni e circa 150 animatori tra adolescenti, giovani e genitori.
La prima settimana attauale si anima solo nel pomeriggio, mentre dalla seconda settimana si svolgerà prrctutto il giorno. Una volta a settimana si va al mare , sono previste anche delle gite agli acquapark e a un parco avventura sull’Etna. Il grest si terrà fino al 21 luglio, mentre il mini grest fino al 20 luglio
 Naturalmente il life motiv è l’impianto cristiano ma è stato scelto anche il racconto del Piccolo Principe.

​Ogni anno, il Grest non è mai uguale al precedente. C’è sempre un tema centrale – spesso raccontato attraverso una storia, uno spettacolo teatrale a tappe o un sussidio dedicato – che accompagna i ragazzi settimana dopo settimana. Che si tratti di viaggiare nello spazio, esplorare mondi fantastici o riscoprire grandi valori come la cura dell’ambiente e l’inclusione, i bambini non sono semplici spettatori: sono i protagonisti della storia.
​​Se il Grest funziona, il merito è soprattutto loro: gli animatori. Ragazzi delle superiori o universitari che scelgono di spendere le proprie vacanze mettendosi in gioco.
Per i bambini: sono supereroi senza mantello, fratelli maggiori da ammirare e imitare.
​Per gli animatori è una palestra di vita incredibile. Si impara a gestire la responsabilità , a lavorare in squadra, a superare la timidezza e a donare il proprio tempo con il sorriso, anche sotto il sole a 35 gradi.

​​In un’epoca dominata da smartphone, tablet e mondi virtuali, il Grest lancia una sfida (vinta in partenza): riportare i ragazzi alla realtà .
Tra i classici tormentoni ballati a squarciagola (i famosi bans), i grandi giochi a squadre nel cortile, i laboratori manuali e le sfide a colpi di gavettoni, i telefoni finiscono dritti nello zaino. Ci si sporca le ginocchia, si urla per fare il tifo e, soprattutto, si stringono amicizie destinate a durare una vita intera.
​Il bello del Grest è proprio questo: abbattere le barriere. Non importa quale scuola frequenti o quanti anni hai; nel momento in cui indossi la maglietta della tua squadra, fai parte di una grande famiglia.
​Quando l’ultima settimana si conclude e cala il sipario sulla festa finale, la stanchezza cede il passo a un pizzico di nostalgia. Ma si torna a casa con lo zaino pieno di ricordi, una filastrocca che non uscirà dalla testa fino a Natale e la consapevolezza di aver vissuto un’estate memorabile.
