I sindaci del terzo mandato contro l’MpA

02/08/2026
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Si scatenano i sindaci che dicono si al terzo mandato a sostegno di Leonardo Burgio, dopo il la diffusione del pensiero del coordinamento regionale del Mpa che è uscito con una nota esplicita.

“Il Sindaco di Serradifalco, eletto per un terzo mandato consecutivo in palese violazione dell’art. 3, comma 3, della legge regionale n. 7 del 1992 — che per i comuni sopra i 5.000 abitanti consente una sola rielezione immediata — ha consapevolmente forzato la norma vigente, sostituendo la dichiarazione rituale di candidatura con una dichiarazione di segno opposto, fondata su un’interpretazione estensiva della sentenza n. 16/2026 della Corte Costituzionale che nessun giudice ha mai riferito alla disciplina siciliana.

 

L’Assessorato regionale delle Autonomie locali, ha già formalizzato la proposta di rimozione che va firmata senza esitazione. Lo impone, anzitutto, il rispetto del Parlamento siciliano. L’Assemblea Regionale Siciliana ha ripetutamente e consapevolmente respinto ogni proposta di modifica dell’art. 3 della L.R. n. 7/1992 volta a introdurre il terzo mandato 2consecutivo. Non si può consentire che un singolo amministratore, per quanto sorretto dal consenso elettorale, realizzi per via di fatto ciò che il legislatore regionale ha più volte negato per via di diritto. La sovranità dell’Assemblea legislativa siciliana in materia di ordinamento degli enti locali non può essere svuotata da atti unilaterali di disobbedienza civile, per quanto dichiarati. Lo impone, inoltre, il rispetto dei tanti sindaci siciliani che nella passata tornata elettorale hanno osservato la legge. Sono decine gli amministratori che, giunti al termine del secondo mandato consecutivo, hanno rispettato il limite dei due mandati previsto dalla norma regionale, rinunciando a ricandidarsi. A ciascuno di loro e ai cittadini che ne hanno legittimamente raccolto l’eredità, si deve la garanzia che la legge sia uguale per tutti. Consentire a un sindaco di rimanere in carica in aperta violazione della disciplina sui limiti di mandato sarebbe una GRAVE INGIUSTIZIA e significherebbe infliggere un’umiliazione a chi quella disciplina l’ha rispettata, pagando anche un prezzo politico e personale”.

 

Immediata la risposta degli ex sindaci del terzo mandato a sostegno di Leonardo Burgio con un appello al presidente Schifani e sdegno rispetto alla nota dell’Mpa.

‘Abbiamo letto il comunicato dell’MPA e, francamente, riteniamo che lo stesso rappresenti, senza se e senza ma, una vera e propria presa in giro da parte dell’MPA nei confronti di tutti quei sindaci che, appena due mesi fa, hanno rinunciato a ricandidarsi per il terzo mandato.

Oggi l’MPA sostiene di difendere i nostri diritti e il rispetto che ci sarebbe dovuto. Ma dov’era quando, all’Assemblea Regionale Siciliana, è stata bocciata per ben due volte la proposta di introdurre il terzo mandato? Dov’era quando decine di amministratori sono stati costretti a lasciare il proprio incarico per effetto di una norma che oggi gli stessi descrivono come un presidio di legalità?

La verità è che la politica regionale ha impedito a tanti sindaci di candidarsi e oggi tenta di utilizzare proprio quei sindaci come argomento contro chi ha deciso di rivendicare un principio che riteniamo meriti di essere chiarito nelle sedi competenti.

 

Noi siamo tutti con Leonardo Burgio. Siamo con tutti i sindaci siciliani. Perché questa non è la battaglia di un singolo amministratore, ma riguarda il diritto dei cittadini di scegliere liberamente chi li governa e il diritto di ogni cittadino all’elettorato passivo.

 

Riteniamo che la sentenza della Corte Costituzionale n. 16/2026 abbia aperto una questione giuridica seria, che non può essere liquidata con slogan politici né affrontata attraverso interpretazioni che puntano esclusivamente alla rimozione di un sindaco democraticamente eletto.

 

Per questo riteniamo che parlare oggi di “illegalità” sia una calunnia politica. Il collega Burgio ha presentato la propria candidatura seguendo le procedure previste dalla legge, candidatura che è stata ammessa da tutti gli organi competenti nelle varie fasi senza contestazione o ricorso. Saranno eventualmente le autorità competenti e, se necessario, il Prefetto o la magistratura a stabilire ogni ulteriore profilo della vicenda ma non certo tramite una rimozione quasi dittatoriale con l’uso di uno strumento illegittimo.

 

Per questo esprimiamo la nostra netta contrarietà all’ipotesi di utilizzare l’art. 40 come strumento per risolvere una controversia interpretativa di questa portata. A nostro giudizio, una vicenda così delicata dovrebbe essere affrontata seguendo il percorso previsto dall’ordinamento e rimessa alle autorità competenti, evitando scorciatoie amministrative che rischiano di aprire un contenzioso dalle conseguenze rilevanti per le istituzioni e per le comunità locali.

 

Se il collega Burgio deciderà di tutelare le proprie ragioni davanti ai giudici, troverà al suo fianco tanti amministratori che, pur avendo fatto scelte diverse, ritengono necessario ottenere un chiarimento definitivo sul diritto di elettorato passivo e sull’applicazione della normativa regionale.

 

Ci auguriamo inoltre che ogni decisione venga assunta previo approfondimento tecnico e giuridico da parte degli organi competenti. Qualora dovessero derivare contenziosi con conseguenze economiche per gli enti pubblici, sarà naturale che vengano valutate, nelle sedi previste dall’ordinamento, anche le eventuali responsabilità amministrative e contabili.

 

Infine rivolgiamo un appello al Presidente della Regione, Renato Schifani:

 

Se davvero si vuole difendere la legalità, si abbia il coraggio politico di approvare finalmente una riforma che elimini ogni ambiguità e riconosca ai cittadini siciliani gli stessi diritti riconosciuti nel resto d’Italia.

 

La Sicilia non può continuare ad essere ostaggio di norme che la stessa politica ha scelto di non aggiornare. È tempo che il Governo regionale e l’Assemblea si assumano fino in fondo le proprie responsabilità, invece di scaricarle sui sindaci e sulle loro comunità”.

 

I sindaci e gli ex sindaci di Sicilia interessati al terzo mandato nel maggio 2026 e nella primavera 2027:

 

MARCO RUBINO (Sant’Agata Li Battiati)

GIUSEPPE CATANIA (Mussomeli)

SILVIO CUFFARO (Raffadali)

FRANCESCA DRAIÀ (Valguarnera Caropepe)

GIUSEPPE CASTIGLIONE (Campobello di Mazzara)

LUCIANO MARINO (Lercara Friddi)

PIETRO PUCCIO (Capaci)

GIOSUÈ MANIACI (Terrasini)

ANGELINA DE LUCA (Altofonte)

GIUSEPPE VIRGA (Altavilla Milicia)

GINO BERTOLAMI (Novara di Sicilia)

BRUNO MANCUSO (Sant’Agata di Mililtello)

ROSARIO PETTA (Piana degli Albanesi)

MARIO LA MALFA (Pace del Mela)

FRANCESCO AGNELLO (Villafrati)

ALVARO RIOLO (Acquedolci)

⁠FRANCO RIBAUDO (Marineo)

Tommaso Burgio ( Bisacquino).