Gela – È un far west ogni sera, le strade sono invase da persone che scappano e gazzelle o auto delle forze dell’ordine che le inseguono. Le motivazioni possono essere tante ma uno è il comune denominatore: quella del commercio della droga.
La gente è spaventata. Si affaccia dai balconi e si chiede cosa stia accadendo. Cerca spiegazioni. Ma è facile immaginare anche se non sempre ci sono le risposte immediate delle istituzioni. La notte l’ inseguimento e dopo due giorni la velina per descrivere i particolari dell’azione. E le chiamate alle redazioni proliferano.
Ma il nocciolo della questione resta uno solo: la sicurezza della città in mano ad organizzazioni radicate nel territorio che soddisfano una imponente domanda.
Sirene spiegate nella notte, auto civili che sfrecciano e auto blu che inseguono. E la paura aumenta.
Da qualche anno le forze dell’ordine e la Procura hanno indicato il centro storico come cuore nevralgico del mercato della droga.
Di recente una nuova area viene presa di mira: via Crispi, corso Salvatore Aldisio dove avvengono gli inseguimenti, non ultimo quello di ieri sera; e quello di tre giorni fa. E poi le strade adiacenti come via Amendola, via Fratelli Bandiera, Via Risorgimento, via Buscemi ,via Martorana e strade limitrofe, dove ragazzi attendono i fornitori davanti a case di nonni morti.
E monta la paura dei residenti che temono di scendere in strada per una semplice passeggiata col cane, o per prendere una boccata d’aria refrigerio dalla calura estiva.
Mentre accanto alle Mura federiciane meta di serate culturali estive, una grande buca è la causa di rocambolesche cadute di giovani centauri.
Le feste non bastano a coprire crateri di disagi. È la polvere sotto il tappeto del degrado che non si spazza via alzando il volume della musica.
