Il mondo in accelerazione: conferenza degli Ex allievi

“Il mondo in accelerazione: chiave interpretative per capire e orientarsi”
30/10/2025
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Gela – Come districarsi nel mondo in accelerazione del XXI secolo? L’associazione Ex allievi del Liceo classico presieduta da Maria Grazia Falconeri ha provato ad offrire chiavi di lettura per indurre chi ascolta a riflettere su un mondo assolutamente nuovo che ha rivoluzionato, con l’utilizzo delle tecnologie, le vecchie generazioni ed ha aperto nuovi orizzonti alle nuove. Ma le novità, si sa, aprono nuove strade e ne chiudono altre, o comunque devono essere ben interpretate dall’uomo che non sempre dispone degli strumenti interpretativi giusti ed è esposto a tranelli e lacciuoli che possono portare anche a disagi di ordine economico ed emotivo.

Su queste due linee direttive si sono mossi i due relatori l’ing. Sebastiano Abbenante e don Giuseppe Fausciana che hanno scandagliato la realtà oggettiva in cui si muove l’uomo attuale, spiegandola da prospettive differenti: quello economico e quello della comunicazione.

I lavori sono stati aperti dalla prof. ssa Lella Oresti, ex allieva del Liceo, i saluti sono stati porti dalla presidente Falconeri, dalla presidente del Consiglio comunale di Gela, Paola Giudice in rappresentanza dell’amministrazione comunale e dell’Assise civica.

Nella ‘Antonio Occhipinti’ della Pinacoteca comunale “Il mondo in accelerazione: chiave interpretative per capire e orientarsi”. L’ing Abbenante ha offerto una panoramica delle dinamiche economiche in cui l’uomo è immerso senza rendersene conto. Ha portato all’uditorio attento e interessato, i numeri che caratterizzano l’economia dell’Italia rispetto ai paesi industrializzati, non senza dimenticare che l’economia dell’Italia, di recente, si è spostata all’estero dove molte aziende hanno ‘trovato casa’, estendendo, di fatto, i confini economici della Nazione. Il tutto non solo analizzando gli effetti dell’accelerazione ma soprattutto guardando alle cause per la decifrazione del fenomeno.

I fenomeni sociali non sono autonomi ma figli di un processo globalistico che rappresenza la contestualizzazione imprescindibile.

In questo contesto ha sottolineato la differenza del ruolo dei sindacati italiani rispetto a quelli francesi, in cui i primi hanno avuto un potere meno incisivo rispetto ai secondi e se ne vedono oggi i riverberi sul prezzo del lavoro.

 

La dissertazione completa la potete seguire attraverso il link. Ecco la registrazione integrale dell’intervento dell’ing Abbenante.

 

Sul tema ‘Il regime dell’informazione’, ha relazionati don Giuseppe Fausciana.

“Nel processo di digitalizzazione – ha detto il responsabile della Pastorale giovanile –  l’informazione ha assunto una nuova forma di dominio. Intrecciandosi con il neoliberismo, si è affermato un regime dell’informazione che non opera più attraverso la repressione, ma mediante la seduzione. Esso si presenta con un volto smart: non impone obblighi né divieti, ma pretende che comunichiamo senza sosta le nostre opinioni, i nostri bisogni, le nostre preferenze.

Ci invita a raccontare le nostre vite, a postare, condividere, mettere like. La libertà, anziché essere repressa, viene interamente sfruttata: si rovescia in controllo e manipolazione. Il dominio smart è tanto più efficace quanto più si nasconde dietro l’apparenza della libertà. Mentre postiamo, condividiamo e mettiamo like, ci sottomettiamo inconsapevolmente alla cornice di questa nuova forma di potere. Viviamo storditi dalla frenesia dell’informazione e della comunicazione.

Non siamo più padroni di ciò che comunichiamo: è la comunicazione stessa a dominarci. Essa si automatizza, si fa sistema, è guidata da algoritmi che ci rendono prevedibili, docili, inconsapevoli. Siamo, per dirla con Georg Büchner, «marionette tenute al filo da forze sconosciute; non siamo niente, per noi stessi, niente!». La forza che oggi muove i fili è sottile, impercettibile, tanto da poter essere scambiata per libertà”.

Purtroppo però è sempre l’uomo a decidere e spesso decide di farsi dominare. Di regalare il tuo tempo al telefono o al Pc, di avere piacere ad esporsi, a parlare attraverso i social media, ad illudersi di diventare personaggio. Qualcuno ce la fa, ma al prezzo di uno su un milione di persone.

Quella di ieri è stata l’occasione per inaugurare l’ anno sociale 2025-26.

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