Indovinello per i nostri lettori. Dove si trovano le persone ritratte nelle foto?


Non ci credereste mai. Siamo a Gela. E quello che stanno facendo questi visitatori nostrani, accompagnati da insigni docenti, un tempo in gelesi lo facevano durante i viaggi lontano da qui.
Oggi visitano i luoghi naturalistici che ci sono sempre stati ma che nessuno o quasi sapeva di avere a due passi da casa. Visitano le biodiversità della fascia costiera che torna al centro dell’attenzione grazie all’impegno di volontari, associazioni e cittadini.
Sembra che da quando la coltre industriale si sia dissipata, il bello è venuto alla luce in tutto il suo splendore, pur nella ricerca di nuovi sbocchi economici.

Questa mattina circa 200 persone si sono dati appuntamento nell’area dei giardini di Demetra e Kore che hanno preso forma da pochi anni grazie al lavoro dall’associazione “Gela che cambia”. Il presidente Renato Messina ed i volontari si sono dati da fare, nei giorni scorsi, per ripulire ulteriormente, i sentieri che si vedono nelle foto ed accogliere come si conviene, gli ospiti.


L’area scelta per l’escursione si trova a pochi metri dal Museo dei relitti greci, aperto al pubblico a febbraio, in un tratto di litorale che, grazie agli interventi di riqualificazione dei volontari, sta attirando un numero sempre maggiore di visitatori e turisti.

Il FAI ha organizzato una passeggiata naturalistica dedicata alla scoperta del patrimonio ambientale locale.
All’iniziativa hanno preso parte la commissione consiliare Ambiente, presieduta Floriana Cascio, con i consiglieri Armando Irti e Maria Grazia Fasciana, insieme al FAI e al gruppo Giovani Caltanissetta, rappresentato dalla presidente Giulia Carciotto e dai componenti Federico Alba e Francesco Vacirca. Presente anche il vicesindaco e assessore all’Ambiente Giuseppe Fava.


A guidare i partecipanti sono stati due esperti di biodiversità: Saverio Sciandrello, docente dell’Università di Catania, ed Erika Minasola. Durante il percorso, Sciandrello ha illustrato le peculiarità della vegetazione mediterranea e delle aree dunali, sottolineando il valore delle specie endemiche che caratterizzano la costa gelese e la necessità di tutelarle.

I biologi hanno illustrato l’assoluta unicità delle coste gelesi e i segreti del loro delicato ecosistema.

Minasola ha invece focalizzato l’attenzione sull’ambiente marino, soffermandosi sulla presenza della Sabellaria alveolata, un organismo capace di creare complesse biocostruzioni sugli scogli.

Queste strutture, simili a canne d’organo, favoriscono l’insediamento di numerose specie animali e vegetali, contribuendo ad arricchire la biodiversità marina e svolgendo al tempo stesso una funzione naturale di protezione della costa, agendo come frangiflutti.
“Le preziose spiegazioni dei docenti – ha spiegato la consigliera Cascio – ci hanno accompagnato in un mondo spesso sconosciuto ai cittadini del posto. Importante è per la commissione Ambiente la sensibilizzazione all’ambiente e alla promozione territoriale. Il comune sta cercando di cambiare l’immagine della città andando in direzione della sostenibilità”.
