Gela – Nessuna squadra può giocare in una situazione di abbandono istituzionale, tribuna chiusa, giornalisti arrampicati nei balconi, spettatori sotto il sole e, in balia degli eventi atmosferici.
Era il gennaio 2026 quando si festeggiava l’inizio dei lavori di restyling della piccola struttura calcistica gelese, tutti felici, pacche sulle spalle, microfoni, riprese, TV, giornali, radio, qualcuno ci credeva, altri ci speravano. La realtà è ben differente, oggi a distanza di mesi, lo Stadio è abbandonato, i lavori non sono partiti e, manca la variante che forse non potrà mai esserci perché di fatto l’area di sedime è una strada pubblica (Via Pozzillo) chiusa dagli anno ottanta per la realizzazione della tribuna e, utilizzata fino ad oggi per parcheggio e secondo progetto dove posizionare plinti e piloni per sorreggere la copertura. (Speriamo di essere smentiti con carte alla mano), sarebbe terribile avere ragione.

Per la mancata programmazione all’esecuzione dei lavori. – Una società fatta di tifosi rischia di gettare la spugna, ha perso <100.000 €> di incassi strategici e altrettanto di <sponsor promessi dalla politica>.-
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Occorre che la città e, tutti i tifosi si facciano sentire, bisogna fare capire alla politica che occorrono i fatti, non le parole. Il countdown è iniziato, starà a tutti i gelesi fermare il conto alla rovescia.
Francesco Agati
