Sulla situazione della sanità a Gela si esprime la presidente della commissione sanità Floriana Cascio
“Ci sono momenti in cui il silenzio delle istituzioni non è più solo burocrazia, ma diventa una colpa grave. Diventa indifferenza dinanzi alla sofferenza di una comunità. Come Presidente della Commissione Consiliare Sanità, sento il dovere e il peso di lanciare un grido d’allarme accorato, disperato e furioso a nome di tutta la città di Gela e dell’intero distretto sanitario. Con l’Assessore alla Sanità Filippo Franzone abbiamo inviato PEC ufficiali di denuncia. Abbiamo chiesto, con fermezza e urgenza, incontri formali con i vertici dell’ASP di Caltanissetta, con l’Assessore Regionale della Sanità. Qual è stata la risposta? Il nulla. Un vuoto assoluto. L’ASP nissena e il Governo regionale rimangono sordi, assenti e glaciali di fronte al collasso strutturale dei nostri servizi minimi di assistenza. A Gela la salute non è più un diritto costituzionale, è una roulette russa. I numeri della nostra quotidianità descrivono un bollettino di guerra, non una democrazia europea. Pronto Soccorso al collasso: Una struttura ridotta al minimo, dove solo due medici devono fronteggiare le emergenze e le urgenze di una popolazione di oltre 70.000 abitanti. Una pressione disumana per il personale e un pericolo costante per i pazienti. Reparti cancellati: La Neurologia è ormai chiusa.
Se un cittadino di Gela viene colpito da un infarto o da un aneurisma, la verità è una sola ed è drammatica: qui non abbiamo le attrezzature e l’assistenza necessarie. Veniamo sistematicamente costretti a trasferimenti d’urgenza verso Caltanissetta. Quei chilometri di strada equivalgono a minuti vitali che separano la vita dalla morte.
L’Ortopedia senza ferri: Siamo all’assurdo. Un reparto fondamentale dove i medici sono costretti a chiedere attrezzature in prestito ad altri ospedali per poter operare i pazienti.
Il deserto della salute mentale: Il supporto psicologico a Gela è ormai inesistente, tanto a livello ospedaliero quanto sul territoriale, lasciando le famiglie sole a gestire fragilità enormi in un momento storico già difficilissimo.
Bambini costretti a viaggiare: Anche i più piccoli vengono privati della dignità. I bambini diabetici del nostro distretto sono costretti a recarsi a Caltanissetta anche solo per le visite di controllo, perché l’ASP si rifiuta di attivare un centro satellite a Gela che eviterebbe chilometri di disagi a famiglie già provate.
Lo scippo delle nostre eccellenze: La nostra Breast Unit (il centro di senologia) è stata per anni il fiore all’occhiello dell’intera Sicilia grazie al lavoro straordinario del Dottor Di Martino. Oggi, nonostante il medico sia andato in pensione e si sia ufficialmente messo a disposizione per continuare a supportare gratuitamente il reparto, l’ASP di Caltanissetta non lo chiama. Si preferisce far morire un’eccellenza piuttosto che ascoltare il territorio. Le persone a Gela sono disperate. C’è rabbia, c’è paura, c’è il sentimento profondo di essere considerati cittadini di serie B, carne da macello di una gestione sanitaria totalmente “Caltanissetta-centrica” che sta depredando il nostro ospedale e il nostro territorio. Non arretreremo di un millimetro. La Commissione Sanità e l’Assessorato continueranno a fare le barricate. Se Palermo e Caltanissetta pensano di poter continuare a ignorare le nostre PEC, sappiano che la nostra prossima protesta non viaggerà sui canali digitali, ma si sposterà nelle piazze e nelle sedi opportune. Esigiamo il diritto di curarci nella nostra terra. Esigiamo rispetto per Gela”.
