Una ricerca scientifica condotta sotto la direzione del professor Vincenzo Cascino dell’Università di Genova e promossa dal Centro Italiano Gestalt di Roma sta portando il modello DadaLogica oltre i confini nazionali. I risultati dello studio, pubblicati sulla rivista “Counseling. International Journal of Resesrch and Intervention” aprono nuove prospettive nel dibattito internazionale sull’educazione delle nuove generazioni nell’era digitale.
La scuola del futuro è una delle grandi sfide del nostro tempo. In un mondo attraversato da trasformazioni tecnologiche rapidissime, educare significa preparare bambini e ragazzi a professioni che ancora non esistono, a problemi che non conosciamo e a scenari sociali in continua evoluzione.
Per questo motivo cresce l’interesse verso modelli educativi capaci di sviluppare non soltanto conoscenze, ma anche creatività , flessibilità mentale, capacità relazionali e pensiero critico.
È in questo contesto che si inserisce l’esperienza di DadaLogica, una proposta pedagogica italiana che sta suscitando attenzione ben oltre il panorama nazionale.
Per anni il modello DadaLogica, cofondato da L.Cangeni e P. Greco, è stata conosciuta il soprattutto come una pratica educativa innovativa sperimentata in alcune realtà scolastiche.
Oggi la situazione è cambiata.
Grazie alla ricerca coordinata dal professor Vincenzo Cascino, il modello dispone di dati scientifici che consentono di valutarne l’efficacia attraverso strumenti di analisi riconosciuti dalla comunità accademica.
Lo studio ha coinvolto 369 alunni della scuola primaria, confrontando bambini inseriti in percorsi DadaLogica con studenti provenienti da scuole che seguivano modelli didattici tradizionali.
L’obiettivo era comprendere se esistessero differenze significative nello sviluppo delle capacità creative.
La risposta emersa dai dati è stata positiva.
Tra i risultati più rilevanti emerge un aumento significativo della fluidità e della flessibilità del pensiero.
La fluidità rappresenta la capacità di produrre molte idee davanti a una situazione o a un problema.
La flessibilità riguarda invece la capacità di cambiare prospettiva, trovare nuove strade e adattare il proprio ragionamento a contesti differenti.
Sono competenze che gli esperti considerano fondamentali per affrontare le sfide della società contemporanea.
Le aziende, le università e le organizzazioni internazionali indicano da anni la creatività come una delle abilità più richieste nel mondo del lavoro del XXI secolo.
Sviluppare tali capacità fin dall’infanzia significa investire sulle competenze che accompagneranno le nuove generazioni per tutta la vita.
Uno degli aspetti più innovativi della ricerca riguarda l’analisi dei cambiamenti cognitivi prodotti dalla cultura digitale.
Secondo il quadro teorico sviluppato dal professor Cascino, l’esposizione continua a stimoli digitali può favorire forme di pensiero rapide ma frammentarie.
I bambini ricevono enormi quantità di informazioni, ma non sempre dispongono degli strumenti necessari per collegarle tra loro in modo significativo.
Il rischio è quello di costruire una conoscenza fatta di frammenti isolati.
DadaLogica nasce anche per affrontare questa sfida.
L’obiettivo non è limitare l’uso delle tecnologie, ma insegnare ai bambini a sviluppare una mente capace di collegare, integrare e rielaborare le informazioni ricevute.
In questa prospettiva, la creatività diventa uno strumento per costruire significato e non semplicemente una forma di espressione artistica.
Uno degli elementi che maggiormente colpiscono osservando il modello DadaLogica è la trasformazione degli spazi scolastici.
La scuola non è più vista come una successione di aule chiuse, ma come un ecosistema educativo nel quale ogni ambiente può favorire apprendimento e crescita.
Laboratori, corridoi, aree verdi, orti didattici e spazi multifunzionali diventano luoghi nei quali i bambini possono sperimentare, collaborare e sviluppare autonomia.
L’apprendimento assume così una dimensione concreta e vissuta.
Il sapere non viene semplicemente trasmesso, ma costruito attraverso l’esperienza.
La ricerca evidenzia inoltre il ruolo centrale delle emozioni.
Per molto tempo la scuola è stata concepita come un luogo nel quale l’aspetto cognitivo prevaleva su quello emotivo.
Le più recenti acquisizioni delle neuroscienze mostrano invece che emozioni e apprendimento sono profondamente intrecciati.
DadaLogica parte proprio da questa consapevolezza.
Il benessere relazionale, il senso di appartenenza, la qualità delle relazioni con insegnanti e compagni diventano condizioni essenziali per favorire lo sviluppo delle capacità cognitive.
Un bambino che si sente accolto e valorizzato è maggiormente predisposto a esplorare, immaginare e apprendere.
Al centro del modello vi è anche la figura del docente.
Gli insegnanti che adottano DadaLogica seguono specifici percorsi formativi finalizzati ad acquisire competenze metodologiche, relazionali e pedagogiche.
La ricerca suggerisce che la qualità della formazione docente rappresenti uno dei fattori che contribuiscono maggiormente ai risultati osservati negli studenti.
L’insegnante non è più soltanto colui che spiega, ma diventa una guida capace di accompagnare processi di scoperta e crescita personale.
La pubblicazione dello studio rappresenta un passaggio cruciale anche dal punto di vista culturale.
Molte innovazioni educative restano confinate all’interno dei contesti nei quali sono nate.
Quando invece vengono documentate attraverso la ricerca scientifica possono entrare nel confronto internazionale.
È quanto sta accadendo a DadaLogica.
I risultati ottenuti consentono oggi di avviare dialoghi con università , centri di ricerca e istituzioni educative interessate a comprendere come sviluppare creatività e flessibilità cognitiva nelle nuove generazioni.
Per il Centro Italiano Gestalt e per il gruppo di ricerca coordinato dal professor Vincenzo Cascino si apre una fase nuova, caratterizzata dalla possibilità di ampliare ulteriormente gli studi e verificare gli effetti del modello su campioni sempre più ampi.
La ricerca non parla soltanto di scuola.
Parla della società che stiamo costruendo.
Parla del modo in cui prepariamo i bambini a vivere in un mondo complesso, interconnesso e in costante trasformazione.
In questo senso il successo internazionale di DadaLogica rappresenta qualcosa di più di un risultato accademico.
È il segnale che l’educazione continua a essere uno dei luoghi più importanti nei quali immaginare il futuro.
E proprio dalla scuola italiana, grazie al lavoro scientifico del professor Vincenzo Cascino e all’impegno del Centro Italiano Gestalt di Roma, arriva oggi una proposta che invita a ripensare il rapporto tra creatività , apprendimento e sviluppo umano nell’epoca digitale.
