La necropoli di via Di Bartolo

01/08/2025
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Gela  –  “Voglio dedicare un pensiero ai dieci bambini morti che sono stati trovati in questa necropli”- con queste parole la regional manager Sicilia di Open Fiber Clara Distefano, ha commosso il pubblico che, numeroso, è accorso alla cerimonia di inaugurazione della Necropoli di via Di Bartolo. “Un lavoro che ha coperto oltre 5 anni e mezzo – ha detto – e che ha presentato grandi difficoltà: ogni volta ci è sembrato di tornare indietro, ma oggi lo presentiamo ultimato”.

La Gela greca non dimentica il suo glorioso passato e scalpita dalle viscere della terra. Ad ogni scavo, seppur superficiale, mostra le sue antiche vestigia. E in uno dei tanti casi scavi, condotto in centro storico sei anni fa da Open Fiber ha fatto emergere una piccola necropoli, questa volta dedicati ai bimbi morti. Il 29 luglio resterà una data storica da segnare negli annali della Gela greca.  È stato inaugurato in quella data il Museo a cielo aperto di via Bi Bartolo 13. La cerimonia di apertura dell’area museale realizzata a Gela dopo il ritrovamento di una necropoli d’epoca arcaica è avvenuta alla presenza dell’assessore regionale dei beni culturali e dell’identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato, della Soprintendente ai beni culturali per la provincia di Caltanissetta Daniela Vullo, del sindaco di Gela Terenziano Di Stefano, della regional manager Sicilia di Open Fiber Clara Distefano, oltreché di una nutrita rappresentanza della politica locale e di tanti cittadini che hanno seguito i lavori con passione e speranza.

“Oggi festeggiamo – ha detto l’assessore regionale Scarpinato – il ruolo della politica che ‘serve e non che si serve’ e questo è il suo dovere di servizio. Abbiamo restituito alla città un patrimonio archeologico che adesso può essere ammirato da tutti. Prossimo steep il Museo del relitto e quello archeologico”.

“Un grazie va a tutti quanti ci hanno collaborato – ha detto la Soprintendente Vullo – ma soprattutto ai residenti del quartiere a cui i lavori hanno arrecato disagi ma che hanno accolto con entusiasmo”. Le ha fatto eco il sindaco Di Stefano: “i gelesi hanno partecipato attivamente in questi anni e in questi giorni hanno tirato a lucido tutte le strade circostanti con i mandala con piccole installazioni della tradizione”.

 

La piccola necropoli dei bambini è stata rinvenuta nel corso dei lavori di scavo per la posa della fibra ottica, sei anni fa. Il museo si presenta come un vero scavo sovrastato da lastre di vetro;  sul fondo sono adagiati i vasi-contenitori restaurati da mani esperte e riposti con un allestimento ad hoc curato dall’archeologo di Open Fiber Gianluca Calà e il professionista specializzato del Parco archeologico, Salvatore Burgio. L’area archeologica  si estende dalla via G. Matteotti, in direzione Ovest, fino al quartiere di S. Ippolito. Sebbene la zona prossima al sito ove ci troviamo fosse stata già parzialmente indagata dal noto archeologo Paolo Orsi, essa ha restituito un livello intatto di necropoli costituito da sedici sepolture, con relativi corredi funerari, che si è scelto di musealizzare in situ. Da sottolineare che l’affollato suolo funerario di età arcaica dove ci troviamo fu riusato anche in età più tarda, nel V sec. a.C. ma ad una quota superiore, sigillando le sepolture del periodo precedente.

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