
Gela – L’occhio non può abbracciare con un solo sguardo la bellezza in estensione. Deve spaziare per potere vedere ciò che è diventato l’orto Pasqualello, oggi tornato al suo grande splendore.
Sorge al lato della Villa Comunale inaugurata nel 1878 e intitolato a Giuseppe Garibaldi il 6 giugno 1882. Qui venivano allestiti gli spettacoli all’aperto.

Chi ha sessant’anni non lo ha mai visto in questo nuovo splendore.
Ha dormito per tempo immemorabile fra sterpaglie, puzzo dei bagni adiacenti e abbandono ed oggi risorge.
Stasera l’inaugurazione dell’anfiteatro progettato secondo il modello greco.
La grecita’ arriva dalle viscere della terra ed i rinvenimenti ne sono la testimonianza.

Musica in sottofondo. Grande festa con la gente che ha occupato i gradoni della struttura, le piante rigogliose , l’amministrazione comunale che ha pensato ad una prima rappresentazione in onore di Eschilo ma con una commedia di Aristofane vissuto dopo la morte del tragediografo padre della Tragedia greca.
Le solite incongruenze che il popolo, non proprio cosciente, deve subire …
Il progetto di riqualificazione dell’antica struttura nasce circa sei anni fa, con l’amministrazione Greco e adesso è stata completata.
Orto Pasqualello è il risultato di un percorso importante, realizzato nell’ambito del progetto PINQuA – Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare.
“Questo è il gioiello che oggi consegnamo alla città di Gela. Un luogo restituito alla comunità, alla sua bellezza e alla sua identità.- ha detto il sindaco Di Stefano – Un grazie di cuore a tutti coloro che hanno creduto in questo progetto e hanno lavorato perché tutto questo potesse diventare realtà.Oggi non consegnamo soltanto uno spazio riqualificato: consegniamo alla città un luogo da vivere, custodire e amare”.
L’Orto Pasqualello di Gela sorge su un antico declivio naturale a ovest del centro storico. Storicamente, era una depressione a forma di “V” erosa dalle acque piovane.

Oggi è un’area di riqualificazione urbana e culturale trasformata in parco, legata al progetto delle Vie della Bellezza.Le Origini Storiche e i RitrovamentiLa vera svolta nella storia del sito è avvenuta durante i lavori di riqualificazione finanziati con i fondi del PNRR, quando le attività di archeologia preventiva della Soprintendenza hanno riportato alla luce reperti millenari.
Sono emerse sei sepolture risalenti al periodo tra il VI e il V secolo a.C., appartenenti a un antico nucleo familiare. Tra queste si contano tombe di adulti, di bambini e di un infante.
Il ritrovamento ha arricchito le origini del luogo. I lavori non si sono fermati, ma sono stati riprogettati per integrare l’ingresso del parco e valorizzare i reperti storici nel nuovo tessuto urbano.
Si apre al lato della Villa Garibaldi ed oggi appare con un giardino lussureggiante con l’anfiteatro che giganteggia al centro e ingressi multipli che lo mettono in collegamento con il centro storico e il Lungomare.
