La storia incredibile di Armando Irti

il ragazzo, ormai giovane uomo, e la madre del suo amico si innamorano
26/05/2026
Tempo di lettura: 3 minuti

Una nuova creatura letteraria arricchisce il curriculum di Armando Irti. È uscito in libreria ‘Una storia incredibile’, fresca come l’amore ma controversa come il romanzo verghiano ‘La lupa’.

Racconta storia di due ragazzi che si incontrano per la prima volta tra i banchi di scuola, in quinta elementare. Da quell’istante nasce un legame destinato a crescere: prima amicizia, poi qualcosa di più profondo, fino a diventare fratellanza.
Uno viene dal nord di Milano, l’altro dal sud, da Gela, la città che farà da sfondo alla loro storia. La madre del ragazzo milanese accoglie l’altro come un figlio, offrendogli una casa, un affetto, un’appartenenza che per cinque anni lo renderanno parte viva di quella famiglia.
Poi, il tempo cambia ogni cosa.
Cinque anni dopo, quando l’infanzia ha ormai lasciato spazio a una giovinezza inquieta e fragile, accade qualcosa che sconvolge ogni equilibrio: il ragazzo, ormai giovane uomo, e la madre del suo amico si innamorano.
È una storia particolare. Una storia che molti giudicheranno, forse senza comprenderla, forse chiamandola scandalosa. Eppure, esistono sentimenti che non si piegano alle regole, che sfuggono al giudizio e al pudore.
Perché l’amore, quando è vero, non chiede il permesso. Accade.
E il loro era, semplicemente, amore.

E’ la storia di un’infanzia che si sviluppa tra la povertà e gli effetti del boom economico in una Gela degli anni Sessanta sospesa tra ciò che è sempre stata e ciò che sta diventando. In un mondo attraversato da un cambiamento rapido e profondo, segnato dall’arrivo dell’industrializzazione, il protagonista cresce attraversando legami familiari, affetti quotidiani e presenze che diventano per lui un punto di riferimento imprescindibile, in particolare la famiglia del suo migliore amico, che lo accoglie come uno di casa, con una naturalezza che somiglia all’amore.

Attraverso il suo sguardo, il racconto si fa memoria viva: un percorso che va dall’età dell’infanzia fino all’adolescenza, in cui l’innocenza si intreccia con le prime consapevolezze, con il turbamento dei sentimenti e con la scoperta di emozioni nuove, profonde e difficili da decifrare, e che spesso non trovano parole per essere dette.

 

In questo intreccio di affetti e crescita, il legame con quella famiglia assume un peso centrale, fino a segnare in modo indelebile il suo passaggio verso l’età adulta. E proprio quando tutto sembra trovare una forma, la vita impone la distanza e la perdita, trasformando l’addio in qualcosa di improvviso e irreparabile, che non lascia spazio a spiegazioni né a ritorni, ma solo a un silenzio che resta.

Più che raccontare semplicemente degli eventi, queste pagine cercano di restituire la fragilità e la forza di un’età in cui tutto appare assoluto e, allo stesso tempo, destinato a svanire. E nel silenzio che segue le partenze, resta soltanto il peso di ciò che non è stato detto, e un’assenza che non si lascia colmare. Rimane il ricordo di ciò che continua a vivere, anche dopo la distanza e il silenzio, come qualcosa che non smette di tornare, pur non appartenendo più al presente.

Armando Emanuele Irti è nato a Gela. Sposato e padre di tre figli, ha lavorato per trentadue anni come impiegato presso una struttura sanitaria privata. Oggi svolge un’attività autonoma che gli consente di gestire liberamente il proprio tempo.

Grande appassionato di lettura e scrittura, coltiva interessi che spaziano dai fumetti ai romanzi, fino ai racconti brevi. Nel tempo libero ama giocare a pallacanestro in un campetto sul mare, spesso insieme a ragazzi più giovani, condividendo con loro entusiasmo e spirito sportivo.

Tra i suoi hobby vi è anche l’installazione di antenne televisive terrestri e satellitari, un’attività che interpreta come un equilibrio tra curiosità, competenza tecnica, pazienza e praticità.

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