Lezione di storia siciliana contro i trucchi del Nord

18/10/2025
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Appuntamento del sabato con la rubrica ‘Rotta di collisione’ curata dal dott. Alessandro Guarnera. Oggi di scena

‘La vera autonomia: una lezione di storia siciliana contro i trucchi del Nord’.

“In Italia si parla sempre più di autonomia, ma spesso senza distinguere tra modelli che rafforzano l’unità e modelli che la indeboliscono.

La Sicilia, con il suo Statuto speciale del 1946, offre un esempio storico e ancora attuale di autonomia autentica: uno strumento costituzionale nato per dare responsabilità e sviluppo al territorio, non per dividerlo dal resto del Paese.
Lo Statuto siciliano, antecedente alla stessa Carta del ’48, riconosce alla Regione ampie competenze legislative e fiscali.

Le entrate prodotte restano sul territorio, salvo una quota per le funzioni statali. È un’autonomia “cooperativa”: valorizza le specificità locali, ma dentro un quadro nazionale condiviso.
Ben diverso è invece il modello promosso oggi da alcune regioni del Nord e sostenuto da forze politiche che, paradossalmente, cercano consenso anche nel Mezzogiorno. La legge sull’autonomia differenziata approvata a livello nazionale nel 2024 è stata voluta da forze politiche maggiormente radicate in Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna.

Essa tenta di gestire competenze cruciali, dalla sanità all’istruzione, prima ancora di fissare i Livelli Essenziali delle Prestazioni. Così, invece di colmare i divari territoriali, si rischia di cristallizzarli.
I numeri smentiscono inoltre il mito del Sud “assistito”. Secondo la SVIMEZ, negli ultimi vent’anni il Mezzogiorno ha subito un deficit di oltre 60 miliardi di euro negli investimenti pubblici rispetto alla popolazione. Una parte consistente del gettito fiscale prodotto al Sud finanzia servizi e infrastrutture altrove, mentre milioni di giovani formati nel Mezzogiorno arricchiscono altre regioni.
L’autonomia siciliana dimostra che esiste una strada diversa da quella delle spinte dei nordisti mascherate da riforme tecniche. È paradossale che alcuni leader meridionali sostengano battaglie pensate per rafforzare il Nord, accettando modelli che rischiano di lasciare il Sud sempre più ai margini. Autonomia non significa divisione: significa responsabilità, equità e sviluppo condiviso”.

 

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