
Gela – Quando la coperta è corta, per coprirsi si tira da ogni parte. La coperta corta di cui vogliamo parlare oggi è il personale di custodia del Museo dei Relitti greci. Ieri si celebrava in Italia la Notte dei Musei: musei aperti fino a sera al prezzo simbolico di un euro.
A Gela è scoppiata la nuova moda di andare al Museo. I gruppi vanno anche più volte per marcare la presenza. Il Museo archeologico aperto da oltre 60 anni è sempre stato vuoto ma con la nuova moda si prevede sia sold out da luglio in poi.
Ma andiamo alla Notte dei Musei. Come si poteva aprire senza personale di custodia? Chi si sarebbe occupato degli ingressi, dello sbigliettamento, dell’ordine?
La soluzione l’ha trovata subito il Direttore Ennio Turco. Ha chiamato a raccolta i dipendenti dell’amministrazione, tutti professionisti di livello e li ha pregati di fare un sacrificio per onorare la serata, il nuovo Museo, i visitatori che sono arrivati in massa.
I dipendenti non hanno saputo dire di no e tutto è andato per il meglio. “Non c’era un solo custode – racconta il direttore Turco – ci siamo messi al lavoro senza guardare alle competenze pur di onorare l’impegno. Io mi sono improvvisato sorvegliante, il fisico Mimmo Ficarra ed l’arch. Salvatore Collura hanno dato una mano in biglietteria, il Restauratore in beni culturali Salvatore Burgio ha fatto da guida”.
Si perché un’altra moda è quella di fare la guida e bisogna arginare le velleità di guide senza competenze.
“Perfino il geometra Antonino Ristagno – continua il direttore- che presta servizio presso la Soprintendenza ha dato una mano per regolare gli ingressi a gruppi di 50”.

Insomma una sorta di azienda familiare che si mette in moto per il bene della città, non quello che si dichiara ma quello che si pratica sul campo.
Si sono improvvisati ‘operai della messe’ pur di non far sfigurare la struttura. I sei custodi messi a disposizione dal Comune sono diventati 5 perché uno è andato in pensione e un altro andrà in pensione fra qualche mese. Nelle loro competenze non sono previsti servizi fuori dall’orario canonico.
Da Palermo non è arrivato un solo nuovo dipendente nonostante le promesse dell’assessore e non ne arriveranno visto che, nonostante le carenze, vengono coperte dai funzionari e le notizie sono sempre positive.
“In questo modo – continua Turco – abbiamo gestito circa 1000 visitatori. Tanti, tranne i rappresentanti dell’amministrazione comunale che hanno voluto il loro logo nella locandina ma non sono venuti alla Notte dei musei”. Erano impegnati a ballare al Piazza Sant’Agostino.
Insomma tutto è bene quel che finisce bene ma il problema vero emergerà quando aprirà il Museo archeologico regionale dopo l’imponente lavoro di ristrutturazione.

L’assessorato regionale preme una nuova festa e l’inaugurazione. Ma chi custodirà i tesori che, con le continue scoperte, diventano sempre di più?
“Non ci è dato sapere – conclude il direttore Turco – l’apertura la decise l’assessorato ma si parla della seconda decade di luglio”.
