Quella di oggi e’ una domenica importante per la chiesa. L’Ascensione è la solennità cristiana che celebra la salita al Cielo di Gesu’ Risorto quaranta giorni dopo la Pasqua.
Avvenuto sul Monte degli Ulivi alla presenza degli Apostoli, questo evento segna l’inizio di una nuova presenza spirituale di Cristo e la sua intronizzazione alla destra del Padre.
Come sempre riflettiamo insieme al prof. Massimo Cassara’ che ci accompagna puntuale da mesi nel percorso cristiano.

Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 17,1-11
In quel tempo, Gesù, alzati gli occhi al cielo, disse: «Padre, è venuta l’ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te. Tu gli hai dato potere su ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato.
Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo l’opera che mi hai dato da fare. E ora, Padre, glorificami davanti a te con quella gloria che io avevo presso di te prima che il mondo fosse.
Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me, ed essi hanno osservato la tua parola. Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro. Essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato.
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Le letture di questa santa domenica dell’Ascensione ci aiutano a meditare due aspetti determinanti sul volere di Gesù riguardo coloro che vorranno seguirlo quale Signore e Maestro, Salvatore e Dio. Luca pone in risalto l’evento “plastico” e reale della elevazione di Gesù verso il Cielo. A tale proposito l’evangelista intende sottolineare almeno due aspetti: la missione di Gesù, iniziata con l’Incarnazione nel ventre di Maria, compiuta mediante la Trasfigurazione gloriosa di un corpo mortale per opera del Padre; il corpo glorificato – corpo di uomo redento – adesso pienamente idoneo ad accedere alla Gloria eterna di Dio Padre, ovvero quel Cielo reale ed allo stesso tempo luogo simbolico, “dimora” del Padre (Padre nostro che sei nei Cieli… invochiamo nel Pater). Ci ricorda Papa Leone Magno che “Cristo sale al Cielo per innalzare anche la natura umana”. Cristo è realmente asceso al cielo con il suo corpo glorioso; il “salire” e il “cielo” esprimono, con immagini umane, il suo ingresso definitivo nella Gloria del Padre e l’innalzamento dell’umanità.
L’evangelista Matteo è l’altra voce di un “duetto” liturgico perfetto ed efficace per sottolineare la permanenza di Gesù, il suo rimanere, nonostante Egli vada: Ecco, Io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine del mondo” Mt28,20. Del resto Egli è compimento di tutte le cose, siano esse in Cielo che in terra!
Il suo rimanere tra e con gli uomini è connotato da una dinamicità che investe inizialmente il modesto numero di uomini raccolti nei suoi tre anni di vita pubblica per poi raggiungere ed assimilare uomini e donne di ogni terra: “Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo…” Mt 28, 19
Concludo soffermandomi su quanto pronunciato da più figure autorevoli della Chiesa, da quel santo profetismo necessario a tutti i credenti: saper leggere i segni dei tempi significa reimmettersi nel solco di una vocazione, riprendere efficacemente un viaggio, ricomprendersi significativamente dentro l’unica immagine autentica del popolo redento da Cristo: un popolo senza fissa dimora su questa terra, guidato dallo Spirito del Risorto annuncia le opere di Dio, il destino ultimo dell’uomo nella Gloria eterna di Dio. Sono questi i tempi dello Spirito, i tempi di una azione diffusa di conversione rivolta ad ogni uomo! Oggi più che mai le parole umane, seppure sincere, poco o nulla riescono a penetrare il cuore indurito dei guerrafondai, dei sanguinari fabbricanti di armi. Occorre un intervento Superiore, occorre la Grazia della Pentecoste, quell’azione Divina che dalla Pentecoste di duemila anni fa ha iniziato ad illuminare ed accompagnare ogni uomo nella sua risalita dalle tenebre del male. Possa l’Altissimo ascoltare le suppliche del Suo popolo per la lunghezza di tutta questa prossima settimana che ci condurrà alla solenne celebrazione della Pentecoste; annunciare l’amore di Dio con la forza di Dio, questo attende il mondo, questo convince il mondo, questo soltanto può salvare un mondo portatosi liberamente e disgraziatamente nel deserto di una incredulità illogica, irrazionale, ostinata!
Santa festa della Ascensione di Gesù!
Prof. Massimo Cassara’
