Nuovo ospedale di Gela: chi è il Pinocchio sui ritardi?

Chi dice la verità?
29/07/2026
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Certo che il politichese non fa comprendere cosa dicono davvero i fatti. Il nuovo ospedale di Gela sta alimentando il confronto a distanza tra il sindaco Terenziano Di Stefano e l’assessorato regionale alla Salute. Al centro della polemica ci sono i tempi di realizzazione dell’opera, le risorse economiche e lo stato dell’iter amministrativo.

Il sindaco ha annunciato il trasferimento simbolico del proprio ufficio davanti all’ospedale “Vittorio Emanuele”, dove resterà fino alla firma dell’accordo sull’area destinata al nuovo presidio ospedaliero e fino a quando non saranno garantite le somme necessarie per la progettazione esecutiva. «È il momento di difendere il diritto alla salute dei cittadini gelesi», afferma il primo cittadino in un suo post facebook, invitando istituzioni e cittadini a sostenere una battaglia che definisce decisiva per il futuro della sanità locale. Fin qui nulla da dire.

Dall’altra parte, spunta l’assessorato regionale alla Salute che respinge l’idea che il progetto sia stato abbandonato e fornisce una spiegazione sul piano finanziario. Secondo la Regione, i ritardi accumulati nella realizzazione dell’opera hanno reso incompatibili le originarie scadenze previste dall’Accordo di Coesione, che avrebbero potuto impedire l’utilizzo delle risorse entro i termini stabiliti.

Per evitare questo rischio, la Regione ha deciso di attivare il Fondo di rotazione previsto dalla legge n. 183 del 1987, uno strumento che non presenta gli stessi vincoli temporali dell’Accordo di Coesione e che consente una programmazione della spesa fino al 2034. Una scelta che, secondo l’assessorato, permette di salvaguardare il finanziamento dell’opera e di proseguire il percorso verso la realizzazione del nuovo ospedale.

Chi dice la verità?

Dalle dichiarazioni emerge un elemento chiaro. La Regione non smentisce l’esistenza dei ritardi, anzi li riconosce apertamente, spiegando che proprio questi ritardi hanno reso necessario il cambio della fonte di finanziamento.

Tra le righe spunta la questione che l’accordo sull’area non è ancora stato sottoscritto e la progettazione esecutiva non è ancora partita. ENINED proprietaria dell’area di fatto non ha ancora donato l’area come promesso. Manca il primo atto concreto per garantire la realizzazione dell’opera.

Le due posizioni, quindi, fotografano aspetti diversi della stessa vicenda. La Regione sostiene di avere trovato una soluzione per non perdere i finanziamenti. Il Comune evidenzia che, al di là delle coperture economiche, gli atti fondamentali per far partire concretamente il nuovo ospedale non sono ancora stati completati.

Più che uno scontro tra verità e bugie, quello sul nuovo ospedale di Gela appare come uno scontro tra impegni programmatici e risultati ancora da raggiungere. Saranno la firma dell’accordo sull’area, l’avvio della progettazione esecutiva e il successivo avvio dei lavori a dire se la soluzione individuata dalla Regione sarà sufficiente a trasformare un progetto atteso da anni in una realtà per i cittadini gelesi. La città è stufa dei Pinocchio e dei burattini. La verità e il dialogo reale sembra diversi cercare in altri lidi. Assumete medici, personale paramedico, acquistate le giuste attrezzature, rendete funzionanti le sale operatorie per le cure ordinare oltre le emergenze, potenziate il pronto soccorso ed infine ringraziate gli eroi che ogni giorno presidiano il nosocomio gelese con professionalità ed impegno e con turni estenuanti. La città è stufa delle parole