​Ospedale: non solo grandi emergemze ma anche l’allarme igiene

10/08/2026
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GELA – Accanto alle note criticità strutturali e alla carenza di personale che attanagliano l’ospedale Vittorio Emanuele di Gela, ad affiorare con sempre maggiore insistenza sono i cosiddetti “piccoli problemi” di igiene quotidiana. Dettagli solo all’apparenza secondari, ma che in un ambiente sanitario rischiano di trasformarsi in veri e propri vettori di infezioni correlate all’assistenza e malattie generiche.

​A rimettere al centro del dibattito la pulizia e il decoro del nosocomio gelese è Emanuele Sacco, esponente dell’associazione Gela che cambia e attivo da anni nel volontariato locale. Sacco ha raccolto e documentato le lamentele di cittadini e utenti, puntando il dito contro standard igienici ben lontani da quelli previsti per un presidio ospedaliero pubblico.

“Mancano i sedili copriwater – dice Sacco –  che rappresentano un deterrente alla diffusione di malattie trasmissibili, mancano i portasciugamani: tutto all’abbandono.Eppure si tratta di una spesa di 100 euro a bagno, ma segno di incuria.E per concludere ci sono anche le formiche”.

​In un contesto in cui la sanità pubblica locale si trova già a gestire una complessa riorganizzazione, la pulizia dei reparti, dei servizi e degli spazi comuni non può essere considerata un dettaglio trascurabile. Quando la manutenzione di base e la sanificazione vengono meno, la sicurezza dei pazienti fragili, degli anziani e degli stessi operatori sanitari viene messa a diretto rischio.

​Le segnalazioni del mondo del volontariato locale chiedono ora un intervento immediato da parte della Direzione Sanitaria e dell’ASP 2 di Caltanissetta, affinché vengano intensificati i controlli sulle ditte di pulizia e ripristinati gli standard necessari a garantire la tutela della salute pubblica.