Parole, parole, parole sul Tavolo dell’area di crisi

L’ennesimo Tavolo per l’Area di Crisi Industriale Complessa di Gela, in cui ancora una volta nessun rappresentante del Mimit né degli altri ministeri si è presentato
28/10/2025
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Gela – A dieci anni dall’istituzione dell’Area di Crisi complessa nulla si muove per Gela. Normale. Eppure si continuano a fissare incontri che non portano a nulla. I rappresentanti delle istituzioni non si presentano neanche. Eppure è l’occasione per continuare a parlare.

E all’appuntamento con i comunicati stampa si presentano tutti. Politici attivi, dimenticati, sindacati. Tutti. Si parla di un argomento che non porta a nulla e per il quale lo stesso Stato non è interessato. Ma questo parlare, in questi anni, a cosa ha portato? C’è stato un intervento autorevole, di qun producono risultati.

Sorvoliamo sul cumulo di riflessioni che si trovano sul web e riportiamo solo qelli che battono i pugni per ottenere fatti concreti? Nessuno. E infatti si continua sulla scìa delle ‘parole al vento’ che nouanto annuncia il senatore M5S Pietro Lorefice, segretario di Presidenza del Senato: “L’ennesimo Tavolo per l’Area di Crisi Industriale Complessa di Gela, in cui ancora una volta nessun rappresentante del Mimit né degli altri ministeri si è presentato, è ormai chiaro che lo Stato se ne frega. A breve presenterò una nuova interrogazione parlamentare e continuerò finché lo Stato smetterà di latitare.”

Aree che riguardano specifici territori soggetti a recessione economica e perdita occupazionale di rilevanza nazionale e con impatto significativo sulla politica industriale nazionale, non risolvibili con risorse e strumenti di sola competenza regionale.

La complessità deriva da: crisi di una o più imprese di grande o media dimensione con effetti sull’indotto grave crisi di uno specifico settore industriale con elevata specializzazione sul territorio Termini Imerese e Gela.

La crisi industriale del Polo di Termini Imerese, determinata dalla chiusura degli stabilimenti del Gruppo Fiat, ha richiesto un intervento coordinato del MISE, della Regione Siciliana e delle Istituzioni locali, con il supporto tecnico di Invitalia, per individuare concrete opportunità di reindustrializzazione dell’area: sono stati programmati interventi finalizzati a mantenere la vocazione produttiva del territorio nel settore automotive, senza escludere l’inserimento di ulteriori imprese operanti in settori diversificati, con obiettivi di rilancio e di sviluppo industriale.

L’area di Gela che con i SLL di Gela, Mazzarino, Vittoria, Caltagirone, Riesi, Caltanissetta e Piazza Armerina è stata riconosciuta area di crisi industriale complessa con decreto 20 maggio 2015.

Il riconoscimento fa seguito al Protocollo di Intesa per l’area di Gela – sottoscritto tra MISE, Regione Siciliana, Comune di Gela e ENI S.p.A. ENI Mediterranea Idrocarburi S.p.A., Raffinerai di Gela S.p.A., Versalis S.p.A., Syndial S.p.A. e rappresentanze delle Organizzazioni Sindacali e Confindustria Centro Sicilia, in data 6 novembre 2014 – in cui, alla luce della crisi del settore della raffinazione, si evidenziava la necessità di una profonda revisione del modello industriale del sito produttivo di Gela, con conseguente piano di riconversione dell’intera area.

Si è in fase di predisposizione del PRRI che si approva con apposito Accordo di Programma.

Con decreto ministeriale 1° ottobre 2015 è stato costituito, ai sensi dell’articolo 1, comma 6, del decreto ministeriale 31 gennaio 2013, il Gruppo di Coordinamento e Controllo per l’area di crisi industriale complessa di Gela con il compito di definire e attuare il PRRI.

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