Pd: “Basta alibi e slogan. FdI si confronti con le emergenze”

12/08/2026
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“Le recenti dichiarazioni di Fratelli d’Italia confermano una tendenza preoccupante: laddove mancano risposte concrete per il presente, si tenta costantemente di riscrivere il passato. È un esercizio retorico che non aiuta Gela e che, soprattutto, elude la questione morale e politica, preferendo la polemica sterile alla discussione sui fatti”.

È l’ennesima risposta del Circolo cittadino del Partito democratico.

“Riteniamo sia giunto il momento di un confronto serio, punto per punto, sulle questioni che condizionano il futuro della nostra comunità:

Sanità e Ospedale: È inaccettabile la contraddizione di chi denuncia il depotenziamento del “Vittorio Emanuele” e, al contempo, sceglie di non aderire alle mobilitazioni cittadine per difenderlo. La salute non ha colore politico: se il problema è reale, si sta dalla parte dei cittadini, non si declina l’invito al confronto.

Gestione amministrativa e “città allo sbando”: Slogan come “città allo sbando” sono facili da pronunciare, ma sterili. Se l’amministrazione Di Stefano commette errori, chiediamo precisione e, soprattutto, proposte alternative. Governare significa assumersi la responsabilità di costruire soluzioni, non limitarsi a cavalcare il malcontento.

Riconversione industriale e Raffineria: Ridurre una vicenda complessa alle sole responsabilità del passato è una semplificazione che offende l’intelligenza dei cittadini. La storia industriale di Gela è il frutto di decenni di scelte che hanno coinvolto governi, Regioni, ENI e parti sociali. Chi vuole parlare di responsabilità deve avere il coraggio di raccontare l’intera storia, non solo la parte che torna utile alla propaganda.

Dissesto e Porto: Il dissesto finanziario è una ferita aperta e il porto insabbiato è il simbolo di decenni di inefficienze. È singolare che chi oggi siede nei luoghi del potere, a Roma come a Palermo, si comporti come se fosse all’opposizione. Il ruolo della politica è ottenere risultati: se esistono interlocutori istituzionali, li si utilizzi per sbloccare le opere ferme.

Questione morale e politica: La questione morale non è uno strumento da usare a convenienza. Mentre la magistratura farà il suo corso per accertare eventuali responsabilità giudiziarie, la politica ha il dovere di interrogarsi sulla qualità della propria classe dirigente e sulla trasparenza delle scelte amministrative. Questo vale per tutti, senza distinzioni di schieramento.

Il confronto sulle proposte: La domanda che poniamo a FdI non è “dove siano i loro esponenti”, ma “dove siano le loro proposte”. Manca una visione strategica per il lavoro, per la pressione fiscale, per il contrasto allo spopolamento. Stare all’opposizione non significa solo criticare chi c’era prima, ma dimostrare di essere capaci di fare meglio.

 

Il Partito Democratico non si ferma. La segreteria regionale è pienamente coinvolta e la questione Gela sarà portata all’attenzione della Direzione Nazionale dal nostro Peppe Di Cristina. Non accetteremo che venga archiviata l’eredità di dieci anni di governo delle destre, che ci lasciano in dote una sanità ridotta ai minimi termini.

Gela ha bisogno di risposte, non di un eterno ritorno al passato”.