Gela. Apertura si ma moderata. Speranze poche e constatazione della dura realtà. Questi i risultati dell’incontro con il Manager dell’Asp Ficarra.
L’emergenza dell’ospedale Vittorio Emanuele resta al centro della mobilitazione dell’amministrazione comunale. Dal presidio allestito davanti all’ospedale di Caposoprano, il sindaco Terenziano Di Stefano ha chiesto interventi immediati, a partire dal Pronto soccorso.
«Un primo segnale importante sarebbe portare qualche medico, da subito, al Pronto soccorso del Vittorio Emanuele», ha detto il primo cittadino, facendo il punto della situazione dopo l’incontro di stamattina con i vertici dell’Asp di Caltanissetta.
La situazione nei reparti continua a destare preoccupazione. Al servizio di Psichiatria non ci sono medici, la Neurologia è ancora alle prese con la mancanza di spazi e attende tre professionisti che dovrebbero arrivare entro novembre. Anche negli altri reparti gli organici risultano fortemente ridotti.
Tra le questioni affrontate con l’Asp c’è anche quella dell’Emodinamica, per la quale l’amministrazione continua a chiedere risposte. La decisione, però, spetta alla Regione.
Il Comune sta valutando anche la possibilità della mobilità interna, mentre è stato lanciato un appello ai medici disponibili a trasferirsi a Gela. «Ci appelliamo a tutti i medici d’Italia che vogliano venire in città», ha detto Di Stefano, invitando i professionisti a contattare il Comune attraverso la Pec.
Intanto il presidio davanti all’ospedale proseguirà. L’obiettivo, spiegano dall’amministrazione, è mantenere alta l’attenzione ma anche offrire un punto di riferimento ai cittadini. «I segnali che arrivano dall’Asp non sono buoni», ha sottolineato il sindaco, annunciando che la mobilitazione continuerà in assenza di atti concreti.
L’Asp ha attivato anche la casella della rete formativa per favorire l’arrivo di medici specializzandi e contribuire così a fronteggiare la carenza di personale.
Resta aperto, infine, il capitolo dell’Utin. Per il rinnovo delle attrezzature, ormai obsolete dopo anni di attesa, servono 750 mila euro. Il sindaco ha quindi rivolto un appello ai parlamentari regionali del territorio affinché si facciano carico della richiesta.
Per l’amministrazione, dunque, non c’è più tempo da perdere: servono medici, attrezzature e decisioni concrete per garantire il pieno funzionamento dell’ospedale di Gela.
