Gela – La pioggia ha Gela ha sempre fatto notizia. Per i laghi artificiali che si creano in via Venezia, per i cartelloni ‘volanti’ che finiscono sulle auto; per gli alberi che cadono come foglie al vento. Alla prima pioggia autunnale è arrivata la notizia.
Dalle lastre di vetro pressato che sovrastano la Necropoli dei bambini di via Di Bartolo filtrava acqua. I primi ad accorgersene sono stati i residenti delle vie adiacenti che, hanno ‘adottato’ quel sito come un figlio, lo monitorano e lo custodiscono. Sono stati loro a cercare di fermare il flusso delle acque per evitare che raggiungesse l’interno. Loro che hanno lanciato l’allarme alle istituzioni: Paolo Giannone, Carmelisa Voddo e Gaetano Farruggio, dalle tre della notte a fare da scudo al piccolo cimitero del V secolo divenuto quasi un luogo di culto emotivo.
Stamattina si è scatenato il caso. Open Fiber che si è fatto carico del lavoro dopo aver scoperto la necropoli 6 anni fa, la Sovrintendenza di Caltanissetta hanno effettuato i primi sopralluoghi, mentre dall’amministrazione arriva il monito. Di certo servono interventi: nell’attesa i volontari hanno apposto un grande foglio in plastica per tentare di isolare l’infiltrazione, frugando nelle cantine e nei garage.
Il resto tocca alle istituzioni
